In un’intervista al Financial Times, il ceo di Anthropic, Dario Amodei, torna a invocare regole più stringenti per l’intelligenza artificiale. Dopo il lancio del modello Claude Mythos, il manager di origini italiane – tra i protagonisti della corsa globale all’AI – si dice convinto che la tecnologia sia destinata a trasformare radicalmente economia e società. «L’arcobaleno non ha fine. C’è solo l’arcobaleno. Non vediamo rallentamenti», spiega, sottolineando come l’aumento della potenza di calcolo stia continuando a spingere avanti i modelli. Eppure, è proprio questa crescita ad alimentare i timori. Innanzitutto, quelli legati alla perdita di posti di lavoro: secondo Amodei, fino al 50% delle posizioni entry-level tra i colletti bianchi già nei prossimi anni.Il nodo sicurezza e lo scontro con il PentagonoUn altro dei punti più controversi riguarda l’uso militare dell’intelligenza artificiale. Nei mesi scorsi, Amodei e i vertici di Anthropic sono stati bollati da Donald Trump come «pazzi radicali di sinistra». La loro colpa? Aver osato sostenere che i servizi di Anthropic non dovrebbero essere utilizzati dal Pentagono per la sorveglianza di massa interna. «Siamo entusiasti che il governo degli Stati Uniti utilizzi questa tecnologia, ma non voglio che venga usata contro il nostro stesso popolo o per fini antidemocratici, né dalle autocrazie né dai nostri governi», chiarisce il manager di origini italiane. Nel frattempo, il rilascio controllato di Claude Mythos ha fatto emergere migliaia di vulnerabilità informatiche, spingendo istituzioni e aziende a correre ai ripari sul fronte della cybersicurezza.L’AI «alla velocità della fiducia» e il bisogno di nuovo regoleAmodei riconosce l’esistenza di due narrazioni opposte sull’AI: da un lato le promesse di crescita, con un possibile aumento del Pil statunitense fino al 10% annuo, dall’altro i timori di uno scossone economico e occupazionale. Secondo il ceo di Anthropic, il problema è che i benefici non sono ancora pienamente visibili: «Dobbiamo dimostrare che funzionano davvero». Da qui il suo mantra: l’intelligenza artificiale «può diffondersi solo alla velocità della fiducia». E proprio la fiducia, oggi, resta ancora fragile. Per far fronte a questa situazione, nell’intervista al Financial Times Amodei chiede una regolamentazione simile a quella di settori come auto e aviazione: tecnologie ad alto valore economico ma soggette a standard rigorosi. Allo stesso tempo, guarda al ruolo dei grandi patrimoni: in una nuova «età dell’oro», sostiene il manager, i miliardari hanno il dovere di restituire alla società parte della ricchezza accumulata.Foto copertina: ANSA/Riccardo Bortolotti | Dario Amodei, ceo di AnthropicL'articolo Dario Amodei (Anthropic): «L’AI ha bisogno di regole, come auto e aerei». L’allarme su lavoro e cybersicurezza nell’intervista al Financial Times proviene da Open.