C’è anche il cinema nel programma del master ‘Malattie rare e transitional care’ dell’Università Cattolica del Sacro Cuore. A lanciare la sfida è il professor Giuseppe Zampino, associato di Pediatria dell’ateneo e direttore del master. Spiegare le malattie rare col cinema “L’idea è nata per trasmettere ai discenti un sentire un po’ più profondo di quello squisitamente sanitario, come esplicitato anche nel sottotitolo del master: fatti non foste per viver come bruti ma per seguir virtute e canoscenza”, spiega Zampino. Perché “la sapienza non è solo conoscenza ma prima ancora virtù”. Nella formazione medica, secondo Zampino, si accorda la proprietà alla ‘canoscenza’, mentre “diamo poco spazio alla formazione del cuore, alla ‘virtute’. Con il cinema offriamo un’emozione che veicola la visione umana della malattia”.“Medicinema ha accettato con gioia di avviare questa ottima collaborazione con l’Università Cattolica del Sacro Cuore”, commenta Marina Morra, manager di Medicinema Italia Onlus. “Siamo certi che questa iniziativa aiuterà gli studenti a comprendere più a fondo le malattie rare che studieranno e i comportamenti più adeguati per assistere queste persone”, aggiunge. I film selezionati per la rassegna parlano di patologie spesso dovute ad alterazioni genetiche e delle difficoltà incontrate nella vita di tutti i giorni dalle persone che ne sono affette. “Abbiamo deciso di utilizzare il cinema come veicolo di emozioni, che illustrino il vissuto e i sentimenti di un paziente”, dice ancora Zampino. I film La rassegna parte con ‘Gattaca – La porta dell’universo’, film del 1997 di Andrew Niccol, con Ethan Hawke, Uma Thurman e Jude Law. In un futuro imprecisato, lo screening genetico consente di scegliere le caratteristiche fisiche del nascituro. Ma la vita pone comunque di fronte a situazioni imprevedibili, per cui anche chi viene scelto per essere un campione di salute si trova a vivere una vita da disabile a causa di un incidente. In ‘Qualcosa di buono’ Kate, una bellissima e talentuosa pianista, si ammala di Sla e si trova a vivere il dolore e il dramma di una malattia evolutiva, con dolorose ricadute anche sulla sua vita privata e una importante riflessione sul senso della vita e della morte. La protagonista si trova ad un bivio: scegliere se sottoporsi ad una tracheotomia o andare incontro alla morte.‘Inside I’m dancing’ (un comedy-drama del 2004, diretto da Damien O’Donnell) narra la storia di due giovani, uno con una tetraparesi spastica e l’altro con una distrofia muscolare, che decidono di uscire dall’istituto per fare la loro vita, alla ricerca di un’indipendenza fisica ed emotiva. Si confrontano dunque con la realtà, che li mette brutalmente di fronte alla difficoltà di avere una relazione affettiva. “Perché la disabilità – commenta il professor Zampino – è una situazione tabù, all’interno di tutti noi”.A completare la rassegna ‘Il colore del paradiso’, film persiano del 1999, ‘Cyrano’ di Joe Wright, ‘Il mio piede sinistro’ di Jim Sheridan e ‘Altruisti si diventa’ di Rob Burnett. Questo articolo Le malattie rare raccontate dal cinema: “film veicolo emotivo” proviene da LaPresse