Un fulmine nel cielo sereno della mattina di Pasquetta. Un anno fa, alle ore 7:35 del 21 aprile 2025, moriva, all’età di 88 anni, Papa Francesco. La notizia, diffusa pochi minuti prima delle 10 dal Vaticano ha sorpreso il mondo intero. Papa Francesco, infatti, solo poche ore prima, nel giorno di Pasqua, si era affacciato dalla Loggia Centrale di Piazza San Pietro per impartire la benedizione Urbi et Orbi e, subito dopo, era sceso per salutare la folla di fedeli presenti con un giro in papamobile. Un giro diverso rispetto a quello solito, allungato per tutta via della Conciliazione. Quel gesto a sorpresa, come tante sono state le sorprese di Bergoglio nel corso dei suoi 12 anni di Pontificato, era l’addio che il pastore ha dato al suo gregge. Emblema del fatto che Francesco si sia speso fino all’ultimo per i fedeli con tutto se stesso. Gli ultimi mesi di Papa Bergoglio sono stati un lungo calvario. Già da gennaio il Papa, a causa di difficoltà nel respiro, aveva rinunciato a pronunciare i discorsi. Poi, la mattina del 14 febbraio, il ricovero all’ospedale Gemelli di Roma. Iniziava un periodo di notizie contrastanti con le condizioni del Pontefice che si sono aggravate in un paio di circostanze. Eppure il Papa era riuscito a venirne fuori. Dimesso il 23 marzo, Bergoglio decise di tornare subito ad avere il contatto con la gente, cosa di cui aveva estremo bisogno. Tra il giorno delle dimissioni e quello della morte sono state diverse le volte in cui apparve in pubblico. In particolare, in una circostanza, il Papa si recò nella basilica di San Pietro, su sedia a rotelle, indossando un poncho. Poi negli ultimi giorni della sua vita non dimenticò nessuno, neanche i detenuti a lui tanto cari. E infatti il Giovedì Santo si recò al carcere romano di Regina Coeli per un ultimo incontro. Poi nelle prime ore del giorno del Lunedì dell’Angelo l’ictus fatale. Nel corso dei suoi 12 anni di Pontificato, Bergoglio ha messo al centro gli ultimi della terra, le periferie del mondo: migranti, con i suoi viaggi a Lampedusa e Lesbo, e detenuti per cui ha voluto aprire una speciale Porta Santa nel carcere di Rebibbia. Ha avviato alcune riforme per la Chiesa con la ‘Evangelii Guadium’ che si prospetta essere faro per il futuro. Ha anticipato l’attuale contesto internazionale parlando di terza guerra mondiale a pezzi. Si è speso per il popolo ucraino e per gli abitanti di Gaza telefonando ogni sera, anche nei maggiori momenti di sofferenza, alla parrocchia cattolica guidata da padre Gabriel Romanelli. Ha intensificato il lavoro volto all’unità dei cristiani e al dialogo interreligioso. Ha puntato molto sul ruolo della donna nella Chiesa. Tra le nomine quella di suor Raffaella Pertini a presidente del Governatorato dello Stato della Città del Vaticano. Ha smosso le coscienze sul tema dell’ambiente. Insomma, ha segnato la storia venendo “quasi dalla fine del mondo”.Questo articolo Un anno fa moriva Papa Francesco, un Pontificato con al centro gli ultimi proviene da LaPresse