C’è un vincitore silenzioso che sta crescendo sulla scia dello shock energetico innescato dalla guerra in Medio Oriente: l’auto elettrica. Dopo un periodo di frenate, che ha spinto l’Unione europea a mettere in dubbio le sue politiche per la transizione del settore verso le emissioni zero, i veicoli a batteria sono tornati a crescere in tutto il Vecchio Continente. A marzo, le immatricolazioni di auto elettriche sono aumentate del 51% su base annua nei principali mercati europei, con oltre 224mila unità vendute, secondo i dati di New Automotive e di E-Mobility Europe.L’impatto della guerra in Iran sull’automotiveSecondo gli analisti, c’è soprattutto un fattore che sta contribuendo al ritorno in auge delle auto elettriche: il caro carburante. In seguito all’attacco di Stati Uniti e Israele contro l’Iran, e al conseguente blocco dello Stretto di Hormuz, le quotazioni di petrolio e gas sono schizzate al rialzo, costringendo i governi europei a correre ai ripari e introdurre agevolazioni fiscali per abbassare i prezzi alla pompa. «L’impennata delle vendite di auto elettriche registrata a marzo rappresenta uno dei maggiori successi recenti in Europa in termini di sicurezza energetica, in un mese in cui la dipendenza dal petrolio è diventata una vera e propria vulnerabilità. Nei principali mercati dell’UE, le vendite di veicoli elettrici stanno crescendo a tassi superiori al 40%, segnando un netto cambiamento di rotta, non una semplice fluttuazione statistica. Ciò si traduce in mezzo milione di auto elettriche immatricolate finora quest’anno, con una riduzione di circa due milioni di barili di petrolio all’anno», osserva Chris Heron, Segretario Generale di E-Mobility Europe.L’Italia prova a colmare gap, ma i Paesi nordici restano lontaniTra i Paesi che accelerano di più a marzo c’è anche l’Italia, dove le immatricolazioni di auto elettriche sono aumentato del 65% da inizio anno, portando la quota di mercato da circa il 5% di fine 2025 (la più bassa tra i grandi Paesi europei) all’8,6% di marzo. La Germania è in ripresa grazie ai nuovi incentivi, con circa un’auto su quattro venduta a marzo completamente elettrica e le vendite di full electric in aumento del 42% da inizio anno. La Francia si conferma leader tra i grandi mercati, con una quota di veicoli elettrici a batteria (BEV) del 28% a marzo, sostenuta da una crescita di quasi il 50% da inizio anno. I Paesi nordici continuano a guidare la transizione verso l’auto elettrica, con la Danimarca che a marzo ha registrato il 76,6% di vendite di veicoli completamente elettrici e la Finlandia vicina al 50%, entrambe in forte crescita. La Norvegia rimane un punto di riferimento a livello globale, con le auto elettriche che rappresentano il 98,4% delle nuove auto vendute a marzo.I carrozzieri italiani spingono l’elettrico: «Risparmi fino al 53% rispetto al gasolio»A spingere i consumatori verso l’auto elettrica sono anche i carrozzieri italiani, che proprio nei giorni scorsi hanno realizzato uno studio ad hoc sul tema. Secondo Federcarrozzieri, la crisi in Medio Oriente ha ampliato la forbice dei vantaggi economici tra chi possiede veicoli elettrici e a motore endotermico, al punto che oggi, a parità di chilometri percorsi, un’elettrica costa fino al 53% in meno rispetto a una a gasolio. «La crisi in Medio Oriente ha reso più competitive le auto elettriche, ma i prezzi di listino ancora eccessivi – osserva Davide Galli, presidente di Federcarrozzieri – impediscono ad una enorme fetta di italiani di poter accedere a tale mercato. Alla luce della situazione critica in atto riteniamo che il governo debba studiare nuovi incentivi in favore delle auto elettriche e ampliare la platea dei beneficiari, consentendo così enormi risparmi alla collettività».Foto copertina: EPA/Stefan SchweihoferL'articolo La guerra in Iran spinge l’auto elettrica: vendite su del +51% a marzo in Europa. I carrozzieri: «Risparmi notevoli rispetto al gasolio» proviene da Open.