La Folgore Caratese promossa in Serie C: il club di Criscitiello nei professionisti

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Lun, 20 Apr 2026La squadra allenata da Nicola Belmonte ha conquistato il primato del girone B di Serie D davanti al Chievo con due turni di anticipo.DiRedazioneCondividi l'articoloMichele CriscitielloCon il pareggio per 1-1 contro la Real Calepina, la Folgore Caratese centra la promozione in Serie C chiudendo il girone B di Serie D al primo posto davanti al Chievo con due turni di anticipo. Un traguardo storico per la società presieduta da Michele Criscitiello, che ne è anche il proprietario tramite Sportitalia, che dalla prossima stagione giocherà fra i professionisti.La squadra di Nicola Belmonte, dopo una cavalcata durata pressoché tutto il campionato, portano quindi la Folgore Caratese, nata dalla fusione della Caratese con l’Unione Sportiva Folgore Verano conclusasi nel 2011, per la prima volta nella sua storia in Serie C. Infatti, nel 1947/48 a disputare la Serie C Lega Interregionale Nord, l’antenata della Serie C che manteneva comunque un carattere semiprofessionistico, fu la Unione Sportiva Caratese, fondata nel 1908 da cui poi la Folgore Caratese di oggi prende le proprie radici.Al termine della partita con la Real Calepina, un evidentemente emozionato Criscitiello ha ripercorso a Sportitalia il percorso fatto con la Folgore Caratese da quando ne è il proprietario, portandola dopo vari tentativi in Serie C, senza far mai mancare il suo appoggio e importanti investimenti fra infrastrutture e settore giovanile. «Il 12 luglio 2023 decido di prendere la Folgore Caratese. Vado in un ristorante di Milano e porto la mia amministrazione a mio papà e gli ho detto “sarai tu il presidente della Folgore Caratese”. Lui mi ha risposto “ho 80 anni, fai presto a portarmi in Serie C” e io “tranquillo che ce la faremo”, anche se lui non era convintissimo di questa mia esperienza nel calcio giocato. Il giorno dopo, ero a Sportitalia, mi chiama mia mamma piangendo per dirmi che papà a Milano aveva avuto un arresto cardiaco. Il tempo di arrivare, c’era l’ambulanza, l’ho salutato. Non c’era niente da fare e il giorno dopo non c’era più».«Io gliel’avevo promesso “papà ti porto in Serie C perché ti voglio regalare questa gioia” – ha continuato Criscitiello –. Lui era un malato di calcio, tifoso dell’Avellino, del Milan e della Folgore Caratese. Il giorno del funerale gli ho detto “non mi hai dato tempo, va bene che devo fare i miracoli però in un giorno non posso portare una squadra su”. L’abbiamo portata in due anni e mezzo. Domani manterrò la mia promessa. Il primo aereo per Napoli, direzione Avellino perché porto a mio papà la maglia al cimitero, gli stampo la classifica e gliela metto lì perché gliel’avevo promesso. Il calcio è bello e per questo che facciamo le lotte, perché non ce lo devono togliere, non ce lo devono ammazzare. Noi non abbiamo interessi personali, a me interessa che il calcio, dalla A alla D, sia bello. Ho messo tutto me stesso, ce l’ho messa tutta non per un aspetto economico, perché abbiamo speso meno di almeno sei-sette società, siamo arrivati primi mettendo prima lo stadio, le strutture e l’organizzazione. Io ogni anno spendevo e spendo 600mila, 650 mila euro, se arrivo quinto va bene, se arrivo primo meglio, se arrivo settimo sono stato stupido. Ma non è che eravamo scarsi o ero scarso io e adesso sono diventato un fenomeno. Arriviamo in Serie C con la consapevolezza di chi siamo e con l’umiltà della matricola per una società, una piazza che in C non ci è mai stata e quindi per noi oggi è un momento di gloria eccezionale».Developed by 3x1010