Davanti al giudice ha fatto scena muta. D’altronde, a inchiodarlo c’è l’accusa della vittima, il referto medico della violenza sessuale e le immagini registrate dalle telecamere installate durante le indagini antidroga.Così stamane, venerdì 2 gennaio, presso il Tribunale di Tivoli si è avvalso della facoltà di non rispondere Gabriel L., il 22enne italiano di Borgonovo, frazione di Tivoli Terme, arrestato all’alba di mercoledì 31 dicembre dai Carabinieri di Tivoli insieme al 18enne Cristian F., anche lui italiano e residente nel complesso di case popolari dell’Ater di via dell’Aeronautica (CLICCA E LEGGI L’ARTICOLO DI TIBURNO).Entrambi sono accusati in concorso dei reati di spaccio di sostanze stupefacenti, estorsione, rapina, lesioni personali aggravate, violenza sessuale aggravata e minaccia ai danni di un 33enne italiano di Tivoli, assuntore di droga e cliente abituale dei due giovani pusher coi quali l’uomo avrebbe contratto un debito di circa 400 euro per dosi non pagate.Il 22enne è recluso nel carcere di RebibbiaStamattina la Giudice per le indagini preliminari Rosamaria Mesiti non ha convalidato il fermo di indiziato di delitto emesso dal pubblico ministero Gabriele Iuzzolino nei confronti di Gabriel L., per assenza dei presupposti di legge, come richiesto dell’avvocato Alessandro Messa di Guidonia, legale del 22enne di Borgonovo.Tuttavia la Giudice ha accolto l’istanza del magistrato titolare dell’inchiesta e ha applicato per il 22enne la misura cautelare della custodia cautelare in carcere disponendo la sua traduzione a Rebibbia.Sul caso indagano i carabinieri di TivoliLe indagini dei Carabinieri del Nucleo Operativo e Radiomobile di Tivoli sono ancora in corso.Almeno per il momento gli investigatori hanno ricostruito il contesto all’interno del quale si è consumata la violenza sessuale di gruppo ai danni del 33enne sodomizzato con un bastone per non aver pagato la droga.I due pusher gestivano una piazza di spaccio nei cortili delle case popolari di BorgonovoIn particolare, è emerso che Gabriel L. e Cristian F., quest’ultimo minorenne all’epoca dei fatti, da mesi svolgevano un’attività di spaccio al dettaglio nei cortili del complesso Ater di via dell’Aeronautica a Borgonovo, dove avvenivano le cessioni di sostanza stupefacente agli assuntori, tra cui il 33enne.L’uomo non avrebbe saldato un debito di droga, per questo i due giovani pusher avrebbero iniziato a tartassarlo con reiterate richieste di denaro accompagnate da gravi minacce, successivamente sfociate in condotte violente.Sarebbero tre gli episodi oggetto di accertamento avvenuti tra ottobre e novembre scorsi.Il più grave nella notte tra il 16 e il 17 ottobre 2025, quando l’uomo fu attirato nei cortili delle case popolari con il pretesto di un incontro chiarificatore.In realtà, sarebbe stato condotto con la forza in un luogo isolato e picchiato dai due pusher.Stando a quanto riferito dalla vittima, quella notte erano presenti altri 4 o 5 ragazzi, sconosciuti e apparentemente minorenni, che avrebbero assistito alle aggressioni fisiche e alla violenza sessuale con l’utilizzo di un manico di scopa subita per mano di Cristian F., all’epoca 17enne.E qualcuno dei ragazzi presenti avrebbe anche filmato la sodomizzazione col cellulare.Il 33enne ha raccontato inoltre che dopo pestaggi e abusi sessuali, Cristian F. e Gabriel L. lo avrebbero intimidito per impedirgli di sporgere denuncia e, contestualmente, si sarebbero impossessati di alcuni suoi effetti personali, tra cui la tessera relativa all’assegno di inclusione unitamente al codice PIN, quale forma di parziale soddisfazione del credito illecito vantato.“Le indagini sono in corso – commenta l’avvocato Alessandro Messa – ritengo che siano da chiarire alcuni aspetti delle dichiarazioni rese dalla parte offesa”.L'articolo TIVOLI – Scena muta davanti al giudice: resta in carcere il pusher che ha sodomizzato il “cliente moroso” proviene da Tiburno Tv.