Che non ci fossero gli ingredienti per una convivenza pacifica, era abbastanza scontato. Ma all’indomani della nomina della nuova giunta regionale in Campania dopo un mese di intricate trattative, è tempo di capire com’è andato l’esperimento del neo presidente Roberto Fico, che ha fatto non poca fatica a tenere insieme tutti i pezzi di una coalizione che appare già frammentata. Qualche giorno fa avevamo raccontato del Fico solitario durante la prima seduta del Consiglio: la quadra per la giunta non era stata trovata e lui sedeva lì, sullo scranno più importante della regione, senza nessuno accanto. L’unico risultato l’aveva portato a casa il Pd con l’elezione di Massimiliano Manfredi (fratello del sindaco di Napoli, Gaetano) come presidente del Consiglio regionale. Nient’altro, se non mugugni vari che a dir la verità hanno accompagnato tutti i tavoli negoziali. Poi ieri, nel pomeriggio, ecco la lista dei dieci assessori. Nonostante la vittoria di Fico, quelli del M5s sembrano pochi, pochissimi. In quota M5s c’è solo Claudia Pecoraro, attuale consigliere comunale a Salerno. A darle sostengo, ma in quota lista Fico, Ninni Cutaia. Per il resto, il Pd la fa da padrone con tre assessori, di cui uno è anche il vicepresidente di regione, Mario Casillo, uno a testa invece per la lista Mastella e la lista De Luca, che è riuscito a inserire il tanto discusso Fulvio Bonavitacola, suo vice, uno anche per Avs, Psi e Casa Riformista. Fico, come aveva anticipato nei giorni scorsi, riserva a sè le materie della sanità, del bilancio, dei fondi nazionali ed europei, nonchè le restanti non assegnate. L'equilibrismo, però, non si misura solo nella composizione della giunta. Anzi. Se l’esecutivo regionale fotografa i pesi della coalizione, è nel Consiglio che emergono i rapporti di forza reali. È lì che si assegnano presidenze di commissione e ruoli chiave, ed è lì che gli alleati denunciano lo squilibrio a favore del Pd. Armando Cesaro e Pasquale Giuditta, rispettivamente coordinatori regionali di Italia Viva e Ndc, con un post sui social hanno riassunto così il loro "disappunto": “In Consiglio regionale il Pd fa l’asso pigliatutto! Con 10 consiglieri si prende tre presidenze di commissione, la presidenza del Consiglio regionale e, indirettamente, altre cariche grazie agli alleati collaterali”. Mentre a “Casa Riformista - Ndc, che rappresenta quasi 200mila voti ed è la seconda forza politica della Campania con 5 consiglieri, vengono offerte solo briciole: un questore e nessuna commissione. Negli Usa dicono Winner Takes All, il vincitore prende tutto, ma loro più prosaicamente hanno fatto il fotticompagno.” Insomma, quanto questa giunta sia simbolo dei complicati equilibri della coalizione è tutto da vedere. Di certo, il cartello elettorale messo in piedi ad hoc per battere la destra, che ha funzionato in termini di numeri, rivela una verità lampante: il campo largo in Campania è largo davvero, ma per la distanza che separa i partiti.