Meloni è la leader globale più importante del 2025, secondo i lettori del Telegraph

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Giorgia Meloni è la leader globale numero uno del 2025 secondo i lettori del Telegraph. È questo il risultato più significativo emerso dalla conclusione della serie World Leaders 2025, nella quale il quotidiano britannico ha chiesto ai suoi lettori di votare i leader mondiali più influenti dell’anno, accanto alla selezione ufficiale di una giuria di esperti interni alla redazione. Benché il Telegraph sia uno dei principali quotidiani conservatori britannici, storicamente vicino alle posizioni dei Tory, il riconoscimento assegnato a Meloni assume un significato interessante: è uno specchio del consenso popolare che va oltre il perimetro nazionale e segnala la sua proiezione globale e il ruolo crescente dell’Italia come punto di riferimento per un’area politica internazionale che oggi guarda al nostro paese come a un laboratorio di governo stabile, pragmatico e influente. La presidente del Consiglio italiana è stata premiata soprattutto per aver imposto l’agenda europea sul tema della migrazione, governando – secondo i lettori – con pragmatismo e capacità strategica, pur in un contesto di crescita economica moderata. In particolare, la sua linea dura ma strutturata sull’immigrazione ha costretto l’Europa, secondo molti lettori, a confrontarsi con le distorsioni del sistema attuale. Meloni viene inoltre descritta come difensore dell’identità giudaico-cristiana europea in un contesto di crescente preoccupazione per il radicalismo islamista. Il Telegraph ha raccolto oltre 10.000 voti, dai quali è emersa una classifica diversa da quella degli esperti ma indicativa di un sentimento diffuso: i lettori premiano leader percepiti come decisi, identitari e capaci di incidere realmente, anche a costo di polarizzare. E, almeno per il 2025, l’epicentro di questa leadership passa da Roma. Clive Pinder, lettore 64enne del Telegraph, dalla California, ha sintetizzato così il consenso attorno a Meloni: "Ha messo il suo popolo prima della politica, dimostrando che è possibile sfidare le élite europee. Ha unito chiarezza ideologica e realismo di governo, smentendo la narrazione che la dipinge come 'estrema destra'”. Karen Martino ha ricordato anche il ruolo dell’Italia nel 2025 come snodo diplomatico internazionale, con numerosi incontri di leader mondiali tenutisi a Roma durante cerimonie vaticane. "Meloni ha garantito sicurezza, stabilità e continuità, mantenendo una forte alleanza con il presidente Trump senza rinunciare agli interessi nazionali".   Milei, l’economista radicale che ha ridato speranza all’Argentina Al secondo posto si piazza Javier Milei, presidente dell’Argentina dal 10 dicembre 2023. I lettori hanno premiato soprattutto i suoi risultati economici: inflazione sotto controllo, surplus di bilancio e riduzione della povertà dal 50 al 31 per cento. La sua politica di drastici tagli alla spesa pubblica – simboleggiata dalla celebre motosega dorata – ha diviso gli analisti, ma conquistato una larga fetta dell’opinione pubblica. C’è anche chi lo esalta per la sua alfabetizzazione economica, definendolo l’unico leader realmente coerente con la scuola austriaca di economia. Dopo un inatteso successo alle elezioni di metà mandato, Milei ha ora una piattaforma politica più solida per il 2026.    Trump, il “disruptor” che ha riscritto l’ordine internazionale Sul terzo gradino del podio troviamo Donald Trump, tornato alla Casa Bianca il 20 gennaio 2025. Per molti lettori, il suo primo anno di mandato ha avuto un impatto globale superiore alle controversie che lo accompagnano da sempre. "Ha dominato la politica mondiale", scrive Leigh Goodwin, economista britannico, sottolineando come Trump abbia scosso equilibri stagnanti: dalla guerra in Ucraina al Medio Oriente, fino alla difesa europea e alle politiche commerciali. A convincere sono il rafforzamento dei confini, la protezione dei lavoratori americani, il rientro delle industrie negli Stati Uniti e una riduzione dell’inflazione.   Zelensky, il volto della resistenza europea Volodymyr Zelensky, presidente dell’Ucraina dal 20 maggio 2019, è al quarto posto. I lettori ne riconoscono soprattutto la resilienza personale e politica durante quasi quattro anni di guerra. C’è chi sottolinea i sacrifici fatti, chi il suo instancabile lavoro diplomatico per tenere l’Europa e la Nato coinvolte. "Ha praticamente rinunciato a sé stesso per il suo popolo", scrive il dottor Martin Moss, medico in pensione e lettore del quotidiano. Pur con qualche dubbio sul suo futuro politico, Zelensky viene considerato una figura chiave nell’aver svegliato l’Europa dal torpore strategico e dalla cronica sottofinanziamento della difesa.   Netanyahu, sicurezza e potenza militare al centro del Medio Oriente Chiude la classifica, al quinto posto, Benjamin Netanyahu, tornato al potere il 29 dicembre 2022. I lettori ne lodano la linea di fermezza che ha consolidato Israele come principale potenza militare regionale, soprattutto dopo gli attacchi contro l’Iran. Secondo David Pybus, consulente tecnologico citato dal Telegraph, Netanyahu ha difeso il suo paese "su più fronti, nonostante le critiche internazionali", ottenendo risultati concreti con risorse limitate. Altri ricordano i successi diplomatici come gli Accordi di Abramo e le politiche pro-mercato che hanno rafforzato il settore tecnologico israeliano.