Carabinieri smantellano una centrale di truffe via SMS con 685 SIM attive

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La scoperta di una centrale di smishing nel cuore dell'Italia chiude il cerchio su una lunga indagine avviata dopo numerose segnalazioni di truffe bancarie.L'intervento dei carabinieri di Chieti ha portato alla luce una rete organizzata che inviava migliaia di messaggi al giorno per sottrarre credenziali di home banking. E come ben sappiamo, la legge dei grandi numeri ci dice che spesso ce la facevano. Gli investigatori hanno ricostruito un sistema gestito da soggetti residenti tra Fucecchio, Empoli e Santa Croce sull'Arno, che selezionano le vittime in modo casuale su tutto il territorio italiano. Le operazioni quotidiane prevedevano l'invio di migliaia di SMS fraudolenti mirati a convincere i destinatari a condividere le proprie credenziali bancarie.Una volta acquisiti i dati, i truffatori accedevano ai conti e trasferivano somme consistenti verso altre utenze. Le indagini coinvolgono finora 17 persone, tutte collegate ai diversi passaggi necessari per completare i raggiri.L'inchiesta ha preso forma dopo la denuncia presentata il 15 ottobre da un'anziana raggirata da finti operatori di una società italiana specializzata nei pagamenti digitali. Alla donna arrivavano messaggi da numeri intestati a soggetti inesistenti, per un danno economico di oltre 90.000 euro. Le somme sottratte finivano prima su conti correnti intestati a due soggetti campani tra Napoli e Salerno, per poi essere trasferite in Belgio e Lussemburgo. Secondo i riscontri dei carabinieri, questi conti appartenevano a società amministrate da altri individui, sempre campani, titolari di diversi rapporti finanziari distribuiti in 11 istituti di credito.Durante le perquisizioni scattate in Campania e in altre zone, i militari hanno sequestrato diverse Postepay Evolution intestate a identità inesistenti, utilizzate nella fase iniziale del trasferimento del denaro. L'operazione ha portato al ritrovamento anche di centinaia di schede telefoniche, risultate intestate per lo più a cittadini pakistani.Le schede e i dispositivi sequestrati mostrano come l'invio degli SMS partisse sia da due negozi di telefonia gestiti da cittadini pakistani, sia da una vera e propria centrale operativa, dove sono state trovate 685 SIM pronte all'uso.Le indagini proseguono per recuperare il denaro sottratto e identificare tutti i soggetti coinvolti, ma siccome, nonostante tutti gli sforzi profusi, è difficile che questo tipo di truffe spariscano da un giorno all'altro, è necessario tenere alta l'attenzione anche (e soprattutto) davanti alle tecniche più note e ripetute.L'articolo Carabinieri smantellano una centrale di truffe via SMS con 685 SIM attive sembra essere il primo su Smartworld.