di Roberto CelanteSignor Presidente,ho ascoltato il Suo messaggio augurale e mi permetto di integrare il suo breve accenno alla storia della Repubblica.Innanzitutto, la stagione del terrorismo non fu soltanto iniziativa di forze politiche extraparlamentari, ma anche opera della “strategia della tensione”, con il ruolo di pezzi dello Stato (Gladio) e della P2. Inoltre, nel 1992-93 si svolse una “trattativa Stato-mafia” e che ci sia stata è verità processuale conclamata, ammessa dagli stessi protagonisti, ancorché la Cassazione nel 2023 abbia ritenuto di non ravvisare profili di illiceità.È altrettanto difficile ignorare che ci sia stato un vero e proprio sistema di governo nazionale e di amministrazioni locali infedeli, che ha connotato fortemente perlomeno gli anni Ottanta e i primi anni Novanta, passato alla storia come “Tangentopoli”. La gravità di quella mala gestio ha portato al primo rischio di default del Paese, sventato con un prelievo governativo a tradimento sui conti correnti degli italiani.È innegabile che il successivo quarto di secolo sia stato condizionato da un enorme conflitto di interessi, che ha costantemente relegato in secondo piano i problemi del Paese, per difendere dai processi una sola persona. In tale periodo, siamo precipitati nella classifica della libertà di stampa (e siamo tuttora in 49esima posizione); tra depenalizzazioni e tagli dei termini di prescrizione, si è depotenziata la giustizia penale; tra condoni e rottamazioni di cartelle esattoriali, è stata incentivata l’evasione fiscale; lo Statuto dei lavoratori è stato progressivamente smantellato, condannando al precariato la generazione che Lei esorta a non rassegnarsi; sono stati ridotti, al di sotto del fabbisogno, i finanziamenti per la scuola pubblica (la richiesta del contributo “volontario” dei genitori è ormai strutturale) e per la sanità pubblica (mancano personale sanitario, posti letto e apparecchiature e il cittadino, pagando di fatto due volte, troppo spesso è costretto a rivolgersi alla sanità privata).Ciononostante, questo Paese nel 2011 ha rischiato un secondo default, sventato, anche questa volta, da un governo tecnico, inasprendo i tagli alla spesa pubblica e, in modo particolare, condannando ancora una volta quella stessa generazione che Lei esorta a non rassegnarsi, ma la cui attuale prospettiva è la pensione a 70 anni, di importo inadeguato, da integrare con un fondo pensionistico privato al quale devolvere il Tfr.In questi anni, ci sono stati diversi tentativi di stravolgere l’assetto democratico della Repubblica, riformando in pejus la Costituzione, così come l’attuale riforma si propone di fare, accingendosi a diventare il cavallo di Troia, per una successiva subordinazione dei pm all’Esecutivo (che eserciterebbe di fatto tutti e tre i poteri, dato che già attualmente assistiamo da decenni ad un’esorbitante e anomala iniziativa legislativa da parte del governo).Poi, c’è il problema dei problemi per una democrazia: l’astensionismo ai massimi storici, che fa del popolo italiano una srl, cioè una “società a rappresentatività limitata”.Per tutti questi motivi, Presidente, Lei ha ragione ad esortare i giovani a non rassegnarsi, perché questo è ancora tempo di Resistenza. È chiaro che non è semplicissimo inserire in un messaggio augurale tutti i temi sopra citati (alcuni sono tuttora divisivi), ma si poteva, probabilmente, tentare qualche accenno a criticità strutturali, perché questo non è certo il Paese in cui tutto funziona e in cui basta avere coraggio e fiducia.Serve, infatti, molto altro, a partire proprio dalla politica, perché è la linfa vitale delle democrazie, ma può anche diventarne la leucemia.Abbiamo bisogno dell’impegno dei giovani, compresi gli immigrati di seconda generazione. Abbiamo bisogno di coloro che si sono visti rapinati del proprio futuro, non perché debbano vendicarsi, ma perché dovrebbero essere i più motivati a cambiare il Paese. Perché, signor Presidente, l’Italia così non può andare avanti.Il blog Sostenitore ospita i post scritti dai lettori che hanno deciso di contribuire alla crescita de ilfattoquotidiano.it, sottoscrivendo l’offerta Sostenitore e diventando così parte attiva della nostra community. 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