“È l’incubo di ogni datore di lavoro: ha intentato 54 azioni legali senza vincerne nemmeno una, ma sostiene di essere la vittima”: la storia di Joseph Johnson

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Joseph Johnson su LinkedIn si descrive come uno “specialista nello sviluppo dei giovani” con “forti capacità organizzative e di problem solving”, ma la verità è che si è guadagnato l’etichetta di “incubo” di qualsiasi datore di lavoro. Il 45enne è infatti uno specialista nel trovare colpe dove non ce ne sono, e negli ultimi 10 anni ha presentato praticamente ogni possibile ricorso in tribunale per discriminazione, che si tratti di razza, sesso, età o disabilità, fino alla violazione di contratto e al licenziamento ingiusto. In totale, si legge sul Daily Mail, ha intentato azioni legali almeno 54 volte contro 16 diverse organizzazioni benefiche, scuole, autorità locali e palestre per cui ha lavorato, senza mai ottenere un solo risarcimento per discriminazione.Decisamente fantasiose le accuse che nel corso degli anni Johnson ha lanciato contro le diverse aziende che lo hanno assunto. Una volta ha spiegato che la decisione di fornirgli un iPad con connessione 3G anziché 4G costituisse un atto di discriminazione razziale da parte dell’ente di beneficenza per cui lavorava. Un’altra volta ha sostenuto di aver subito discriminazioni sessuali in una scuola elementare nonostante fosse stato nominato prima di due candidate donne; un’altra ancora ha fatto saper di aver fallito il periodo di prova presso un gruppo giovanile che lo aveva assunto come responsabile di un villaggio vacanze, solo a causa di una “palese discriminazione basata sull’età”, nonostante avesse all’epoca la stessa età di alcuni dei suoi colleghi. Chi ha lavorato con lui, invece, ha parlato di assenteismo da parte dell’uomo (“Non c’era mai”, ha detto un ex capo), bassi livelli di prestazioni quando si presentava (una volta si è addormentato durante una sessione di allenamento che avrebbe dovuto dirigere) e aggressività quando veniva contestato per il modo in cui stava facendo – o meglio, non facendo – il suo lavoro.Il movente che spingeva Johnson a intentare le azioni legali era chiaramente economico, ma anche la volontà di punire coloro che credeva lo avessero trattato ingiustamente, costringendoli a rispondere di accuse dannose, per quanto inverosimili. L’uomo non è riuscito a ottenere un solo risarcimento per discriminazione, ma diversi accordi stragiudiziali sì. “Il signor Johnson considera i procedimenti presso il tribunale del lavoro un mezzo per arricchirsi rapidamente, piuttosto che un tentativo di risarcimento per un danno reale causato da atti di discriminazione”, è stato il verdetto di un giudice del tribunale.(Foto Facebook)L'articolo “È l’incubo di ogni datore di lavoro: ha intentato 54 azioni legali senza vincerne nemmeno una, ma sostiene di essere la vittima”: la storia di Joseph Johnson proviene da Il Fatto Quotidiano.