Politica, inchieste e diffamazione: la 'guerra' dei Di Paolo contro l'ex consigliere regio...

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AGI - Quando a febbraio del 2023 Enrico Cavallari - candidato alla Regione Lazio per Forza Italia -, non viene eletto al Consiglio perde, di fatto, anche la vicepresidenza dell'Ostiamare. Da lì in poi inizia a cambiare il quadro politico e, insieme a questo, anche il rapporto tra il politico di lungo corso - era stato assessore comunale a Roma nella giunta Alemanno ed è stato eletto alla Regione, anno 2018, nelle liste della Lega di Matteo Salvini -, e Roberto Di Paolo, all'epoca presidente della squadra di calcio di Ostia e papà di Alessandro, oggi indagato dal procuratore aggiunto Giuseppe Cascini e dai pm Mario Dovinola e Vincenzo Palumbo nel fascicolo sui mutui facili di 'Banca Progetto', i finanziamenti al Cinema e le squadre di calcio, tra cui Triestina e Ternana.Ma Enrico Cavallari non poteva sapere, in quei giorni di quasi 3 anni fa, che la mancata rielezione al Consiglio regionale del Lazio l'avrebbe esposto a un attacco mediatico sia da parte del giornale di famiglia - '7 Colli' è riconducibile ai Di Paolo tramite Dario Morra, cugino, di Alessandro -, sia da parte di un noto blogger, Mauro Delicato. Quest'ultimo in realtà si fermerà un attimo prima. È lui stesso a spiegarlo all'AGI che, da settimane, sta conducendo un'inchiesta giornalistica che ha portato, tra l'altro, i pm a delegare un'attività di perquisizione a carico di 52 soggetti, tra persone fisiche e giuridiche.   "Roberto Di Paolo mi ha contattato chiedendomi di attaccare pubblicamente Cavallari e la moglie" Barbara Mannucci - ex deputata del Pdl, poi passata alla Lega e figlia della segretaria del missino Pino Romualdi -, "nominata nel CDA di Cotral", spiega il blogger. Ma perché? Di Paolo "sosteneva che quella nomina non dovesse avvenire e che certi incarichi sarebbero dovuti andare a chi aveva sostenuto economicamente la campagna elettorale" di Cavallari o a uomini vicini allo stesso Di Paolo. Il blogger Delicato spiega poi di aver rifiutato dopo aver "parlato direttamente con Cavallari e sua moglie". Anche perché, tra le notizie da 'diffondere', ci sarebbe stata anche quella di una foto della donna in atteggiamenti intimi con un calciatore dell'Ostiamare. Una notizia falsa, rilanciata però, indirettamente, anche sui social. Un tentativo per offendere la reputazione del politico e della donna. Il blogger non si presta. La coscienza e l'etica lo fermano. Scelta diversa viene fatta da 7 Colli che inizia una campagna mediatica contro Cotral. Secondo quanto apprende l'AGI, Cavallari nelle prossime ore depositerà una denuncia dettagliata in procura. Saranno i magistrati quindi a valutare i profili penali della vicenda. Il politico, contattato, ha confermato la vicenda, ma ha deciso di non aggiungere altro. Gli attacchi non si fermano a Cotral: il caso Astral e MallamoIl sito “7 Colli” dedica da anni una campagna contro Antonio Mallamo, già presidente di Astral, partecipata della Regione Lazio, e oggi nel Cda di Roma Servizi Mobilità, la società del Comune di Roma che si occupa di trasporti pubblici, Ztl e parcheggi. Sul punto, si legge in una informativa: "gli articoli che riguardano Mallamo distorcono il suo ruolo nella governance del trasporto pubblico, insinuano collegamenti con presunte aree grigie e tentano di colpirne la reputazione professionale. Per questo, alcune di queste pubblicazioni sono oggi oggetto di querela per diffamazione, a dimostrazione della gravità delle accuse diffuse". Mallamo, tramite il suo legale, l'avvocato Francesco Scacchi, ha presentato 7 querele. "Credo che, alla base degli attacchi, ci fossero motivi politici", spiega all'AGI Mallamo. "Dopo gli articoli ripetuti contro la mia persona ho scelto di tutelarmi nelle sedi opportune", conferma. La 'guerra' all'assessore Alessandro Onorato Quando la giunta di Roberto Gualtieri si è insediata all’interno dell’amministrazione capitolina esattamente quattro anni fa, uno dei primi atti dell’assessore allo Sport e Grandi Eventi, Alessandro Onorato, fu quello di dare mandato agli uffici di effettuare controlli stringenti sui 119 impianti sportivi comunali esistenti. Tra le irregolarità che allora emersero, una delle più gravi riguardava l’Ostiamare, tanto che il Comune di Roma chiuse lo stadio di via Amenduni, revocandone la concessione poiché la società presieduta da Roberto Di Paolo non disponeva delle necessarie autorizzazioni. Per questo, "mi è stato chiesto di usare la mia pagina Facebook per attaccare politicamente Onorato, chiedere un incontro o una proroga, e sollecitare la riapertura dello stadio, sostenendo che i ragazzi della Morandi, in caso di chiusura dell’Ostiamare, non avrebbero più avuto un luogo dove allenarsi e giocare, visto che erano ospitati gratuitamente allo stadio Anco Marzio", racconta il blogger Delicato. "Di fatto, gli attacchi politici a Onorato nascono esclusivamente con questo obiettivo: ottenere una proroga. Questo era ciò che voleva Roberto Di Paolo", spiega. E quegli attacchi, in effetti, arrivano da '7 Colli'. Per quei pezzi l'assessore ha querelato il sito. A questo ha fatto seguito una controdenuncia per calunnia. L'inchiesta della Guardia di Finanza e i soldi alla 'Nuova 7 Colli'La società 'Nuova 7 Colli' e Alessandro Di Paolo sono al centro dell’inchiesta della Guardia di Finanza, coordinata dalla procura di Roma, perché accusati in concorso con altri di indebita percezione di erogazioni pubbliche. In particolare, all’amministratore unico della società, Dario Morra, oltre che ad Alessandro Di Paolo e Antonio Scaramuzzino, considerati gli amministratori di fatto, è contestato dagli inquirenti di aver percepito in totale 4 milioni e 200 mila euro da Banca Progetto "in violazione di ogni criterio di valutazione del merito creditizio con garanzia pubblica prestata dalla Banca del Mezzogiorno - Medio Credito Centrale Spa", come emerge dal capo di imputazione.Nello specifico, il 26 gennaio del 2022 veniva assegnato un primo mutuo chirografario di 1 milione e 200mila euro dall'agente monomandatario di Banca Progetto Ida Ruggiero, che sarebbero dovuti servire per finanziare la società editoriale on line 'Nuova 7 Colli', ma che secondo la Gdf sono stati poi utilizzati per l’acquisto dell'intero capitale sociale dell'Ostiamare Lido Calcio Srl. Non soltanto. Un altro mutuo di 3 milioni di euro era stato poi ottenuto il 26 ottobre del 2023 dalla '7 Colli Srl' che nel frattempo aveva ampliato il proprio oggetto sociale: da “editoriale on-line” alla “gestione di club e impianti sportivi”, e poi anche “alla produzione di gelati, sorbetti e altri prodotti”. E proprio per quest’ultimo scopo era stato chiesto e ottenuto dalla banca il finanziamento da 3 milioni, nonostante in sede di istruttoria un'analista di Banca Progetto avesse espresso parere contrario."Trattandosi di società presente in un settore di business completamente differente da quello in cui vuole entrare, l'importo richiesto appare eccessivo rispetto ai volumi attuali e prospettici dell'azienda; considerando inoltre che Banca Progetto è sostanzialmente l'unica banca affidante, inoltre, le fideiussioni sono di carattere più morale che di sostanza", si leggeva nel provvedimento di diniego.I mutui 'allegri'Ma poi a sbloccare la situazione, e così il finanziamento, era intervenuto direttamente l’amministratore delegato dell’istituto di credito, Paolo Fiorentino, oggi indagato per i 'mutui allegri' sia dalla procura di Roma sia da quella di Milano che, secondo quanto si apprende, sarebbe anche più avanti nelle indagini. Il manager avrebbe convinto il comitato dei creditori a concedere il prestito - come si legge nelle carte giudiziarie - con queste motivazioni: "l'investimento prospettato dalla società avrebbe comportato economia di scala e una sinergia nella distribuzione dei prodotti e le fideiussioni presentate erano capienti". Inoltre, con l’ulteriore motivazione che i soci della “7 Colli” erano proprietari del marchio Crick Crock. "Circostanza non vera", hanno scritto il finanzieri nel decreto di perquisizione disposto il 24 novembre scorso nei confronti di 51 persone e diverse società, tra cui la “7 Colli”, appunto, e Alessandro Di Paolo e Antonio Scaramuzzino, considerati gli amministratori di fatto della società editoriale.Gli accertamenti delle procureMentre scriviamo, inoltre, sono in corso accertamenti da parte di altre procure, oltre a Milano - dove da poco meno di un mese è approdato il procuratore aggiunto con delega ai reati verso la pubblica amministrazione Paolo Ielo -, e Roma, anche Terni e Velletri, su tutte le società riconducibili a Di Paolo e i flussi bancari legati alla sua famiglia. La convinzione degli investigatori riportata negli atti di indagine è che "si tratti di un'associazione vera e propria che si avvale di professionisti di vari settori".