Nicolas Maduro, 63 anni, presidente del Venezuela che oggi gli Usa hanno “catturato e portato fuori dal Paese“, come annunciato da Donald Trump, è alla guida del suo Paese dal 2013, dopo la scomparsa di Hugo Chavez, di cui era il ‘delfino’. Da autista di autobus, Maduro diventò dirigente del sindacato fino a essere eletto all’assemblea nazionale nel 2000. È stato ministro degli Esteri dal 2006 al gennaio 2013.Negli ultimi due anni del regime di Chavez, Maduro era anche vicepresidente. Ma ancora prima della sua nomina alla vicepresidenza, era già stato scelto da Chavez nel 2011 per succedergli alla presidenza in caso di sua morte. Chavez con questa scelta premiò soprattutto la lealtà di Maduro. L’8 dicembre 2012, in un discorso alla nazione, Chavez annunciò l’aggravarsi del proprio cancro e un nuovo ricovero in ospedale a Cuba per cure oncologiche. Ma già in quell’occasione invitò i venezuelani, in caso di sua scomparsa, a votare per Maduro. La morte di Chavez e l’avvento di Maduro al potereChavez, piegato dalla malattia, morì a Caracas il 5 marzo 2013, e subito Maduro assunse la presidenza ad interim del Venezuela, fino alle nuove elezioni presidenziali di aprile. Al momento della sua presa del potere temporaneo, i leader dell’opposizione sottolinearono che Maduro aveva violato una serie di articoli della Costituzione, assumendo il potere che sarebbe spettato alla presidente dell’Assemblea nazionale. Poi arrivarono le elezioni, il 14 aprile 2013, e la vittoria di misura, molto contestata, contro Henrique Capriles Radonski di Primero Justicia, partito di opposizione, con il 50,78% dei voti contro il 48,95% dello sfidante.La linea politicaPoliticamente, Maduro si è mosso sulla linea di Chavez, continuando il socialismo bolivariano. Sotto il governo di Maduro sono però emersi gravi problemi economici, derivanti secondo gli oppositori dalle politiche economiche di Chavez, che hanno portato a razionamenti e scarsità anche di generi di prima necessità. Maduro ha in più occasioni accusato i servizi segreti stranieri di fomentare un golpe contro di lui o di volerlo assassinare.Da anni però sono in atto nel Paese proteste contro il regime, con tante manifestazioni molto partecipate e a volte finite nel sangue. Le proteste, che hanno causato diverse vittime, proseguono nel 2014. La repressioneNel 2020 una commissione dell’Onu ha accusato Maduro di crimini contro l’umanità e ha chiesto il processo alla Corte penale internazionale de L’Aja. Inoltre sempre nel 2020, il Dipartimento di Stato degli Stati Uniti d’America ha offerto una taglia da 15 milioni di dollari per la cattura di Maduro. La cifra è stata alzata a 25 milioni dall’amministrazione Biden all’inizio del 2025, per poi essere ulteriormente alzata a 50 milioni dalla presidenza Trump. Le accuse sono di narco-terrorismo, traffico di cocaina, uso di armi.Il secondo e il terzo mandatoIl 21 maggio 2018 Nicolas Maduro viene rieletto per un secondo mandato (fino al 2025), al termine di contestatissime elezioni presidenziali, con un alto astensionismo (superiore al 50%) e dichiarate illegittime dai suoi oppositori, che denunciano pressioni sugli elettori. L’Assemblea nazionale, il Parlamento eletto controllato dall’opposizione ma di fatto esautorato, ha dichiarato invalide le elezioni e nominato il suo presidente Juan Guaidó presidente del Venezuela ad interim; tuttavia Maduro è stato riconosciuto dall’Assemblea nazionale costituente e dall’esercito. Infine, in seguito alle elezioni presidenziali del 28 luglio 2024, viene proclamato di nuovo presidente, ma in un contesto elettorale dichiarato fraudolento dalla maggior parte delle Ong del Paese e dalla comunità internazionale. Alcune nazioni hanno espresso perplessità e non riconoscono il risultato delle elezioni. La leader dell’opposizione, Maria Corina Machado, costretta a vivere in clandestinità per la sua sicurezza, ha ottenuto un forte riconoscimento internazionale quando nel 2025 le è stato assegnato il Premio Nobel per la Pace. Questo articolo Maduro, chi è il presidente del Venezuela catturato dagli Usa proviene da LaPresse