Una sfida online dietro il suicidio del 13enne a Viterbo?

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C’è l’ombra di una sfida online dietro il suicidio di un 13enne a Viterbo? Artem è stato trovato senza vita nella notte della Befana. La procura ha aperto un fascicolo per «istigazione al suicidio». E c’è anche un giallo sulla dinamica, visto che la distanza tra il cadavere e la finestra da cui si è lanciato non torna. I compagni di classi potrebbero essere ascoltati presto in audizione protetta dai magistrati.Un gioco estremoIl Messaggero racconta che a dare l’allarme è stata la madre del ragazzo che, affacciandosi al balcone di casa, ha visto il corpo del figlio a terra. Sul posto sono intervenuti gli agenti della polizia di Stato, che hanno avviato fin da subito i primi rilievi per chiarire la dinamica dell’accaduto. L’autopsia è stata eseguita nei giorni scorsi. Cellulare e tablet sono stati sequestrati e affidati agli specialisti della polizia postale, che stanno esaminando chat, messaggi, applicazioni e contenuti online. Artem, prima del volo finale, era on line. E si parla di un gioco estremo o in una sfida online, una delle cosiddette “challenge” che circolano sui social network e sulle piattaforme di messaggistica, spesso sottovalutate nei loro effetti ma potenzialmente pericolose per adolescenti e giovanissimi.L’indagineArtem, di origini ucraine, sarebbe dovuto rientrare a scuola proprio il giorno successivo, dopo la pausa delle festività natalizie. «Stiamo lavorando per capire cosa è accaduto e al momento è prematuro fare qualsiasi ipotesi. Non c’è da focalizzarsi sul bullismo», ha dichiarato il procuratore capo di Viterbo, Mario Palazzi. Gli investigatori vogliono stabilire se Artem fosse solo o in contatto con qualcuno al momento della tragedia.L'articolo Una sfida online dietro il suicidio del 13enne a Viterbo? proviene da Open.