Sull’accordo Ue-Mercosur, al termine della riunione straordinaria tra i ministri dell’Agricoltura Ue, a Bruxelles, Ursula von der Leyen non incassa ancora il via libera ufficiale dei Paesi contrari. La Francia resta immobile (e potrebbe lasciare tutta la responsabilità all’Italia) e Roma prende tempo, ma è certamente più vicina al sì di quanto non lo fosse pochi giorni fa. L’apertura è dovuta alla proposta messa sul piatto dalla presidente della Commissione Ue per avere, anche da Italia e Francia, il via libera per l’accordo Ue-Mercosur, che apre le porte del mercato europeo a carne bovina, pollo, zucchero e miele in arrivo senza oneri dall’America Latina. Ma ciò che offre von der Leyen non è un aumento dell’importo complessivo del bilancio 2028-34 riservato alla Politica agricola comune e neppure di un dietrofront rispetto alla nuova struttura, contestatissima, che prevede un fondo unico per Pac e per le risorse destinate alla Coesione, con cui si finanziano le azioni che mirano a ridurre le disparità regionali promuovendo lo sviluppo sostenibile. Si tratta perlopiù di risorse già previste, rese disponibili in anticipo. E questo il Governo Meloni lo sa bene, così come lo sa bene Macron. “Abbiamo intenzione di discutere e cercare di prendere una decisione” sull’accordo commerciale con il Mercosur “alla fine di questa settimana” ha detto la ministra dell’agricoltura di Cipro (che detiene la presidenza di turno del Consiglio Ue), Maria Panayiotou, in un punto stampa al termine della riunione straordinaria. Il prossimo step è la riunione degli ambasciatori dei Paesi Ue è prevista venerdì, 9 gennaio. Se in quella occasione ci sarà l’intesa, la firma definitiva è prevista per il 12 gennaio, in Paraguay, dopo un negoziato lungo oltre un quarto di secolo. Alla riunione dei ministri dell’Agricoltura hanno partecipato anche i commissari Ue all’Agricoltura, Christophe Hansen, al Commercio, Maros Sefcovic e alle relazioni interistituzionali, Olivér Varhelyi. E che la riunione sia stata accesa lo si evince dalle parole del commissario Sefcovic: “Dopo aver avuto molteplici discussioni, credo che abbiamo affrontato le reali preoccupazioni con soluzioni reali”.La Francia dà battagliaE le discussioni ci sono state. La ministra dell’Agricoltura francese, Annie Genevard, ha persino ricordato la conclusione delle trattative, a dicembre 2024 “decisa in modo autoritario dalla presidente della Commissione europea, in un momento in cui la Francia era in difficoltà”. Parigi è consapevole che probabilmente “l’Italia voterà a favore del Mercosur”, ma resta sulla sua posizione e, anzi, annuncia battaglia sostenendo che l’accordo potrebbe essere bloccato anche dopo l’eventuale firma in Paraguay, qualora il Parlamento europeo dovesse opporsi. “Finché una battaglia non è conclusa, non è persa” ha dichiarato, sottolineando che “non è affatto garantito che l’accordo venga approvato dal Parlamento europeo”. Il commissario Sefcovic, però, dice che la Commissione non si è limitata ad ascoltare le preoccupazioni, ma è andata “oltre come mai prima”, mettendo a punto “un pacchetto mirato senza precedenti, con salvaguardie senza precedenti, reti di sicurezza, controlli e verifiche rigorose”. Ed ha ricordato che l’accordo Ue-Mercosur dovrebbe “aumentare le esportazioni agroalimentari dell’Ue verso la regione del 50%, eliminando dazi che oggi possono arrivare fino al 55%” e che l’intesa includerà “344 indicazioni geografiche dell’Ue”, a tutela dei prodotti alimentari e delle bevande iconiche europee.Cosa ha offerto davvero BruxellesParole che arrivano dopo la mossa principale messa a segno da Bruxelles. Ma che cosa ha davvero proposto la Commissione Ue? Semplicemente la possibilità di spendere subito i 293,7 miliardi di euro destinati alla Pac 2028-2035, quindi già a partire dal primo anno del prossimo ciclo di bilancio settennale, invece di aspettare per una parte delle risorse le revisioni di metà mandato previste per il 2032. Una prassi utilizzata per aggiustare il tiro se serve, in quanto i fondi non ancora spesi (e bloccati) vengono erogate solo se i Paesi soddisfano alcune condizioni. Questa volta, invece, tutte le risorse potranno essere messe a disposizione già nel 2028. Una scelta saggia? Sulla proposta di Bruxelles le opinioni sono molto diverse. Perché se da un lato aumentano i fondi spendibili da subito, dall’altro il cambio delle regole e il venir meno delle condizioni per accedere a tutte le risorse crea qualche perplessità. La presidente della Commissione Ue, inoltre, nella lettera inviata ai presidenti di Consiglio e Parlamento europeo, ha aperto anche alla possibilità di regole meno stringenti per avere accesso ai finanziamenti per le zone rurali (per l’Italia si tratta di circa 5 miliardi complessivamente), normalmente destinati a progetti che seguono obiettivi precisi, quali connettività delle aree, livelli più alti di occupazione, qualità del lavoro e sostenibilità ecologica. Come verrebbero ora destinati questi fondi e con quali criteri non è dato saperlo. Tutto confermato nella riunione con i ministri dell’Agricoltura: il sostegno al reddito degli agricoltori sarà salvaguardato attraverso uno stanziamento di 293,7 miliardi di euro nell’ambito dei Piani di partenariato nazionali e regionali. È stata inoltre proposta la creazione di una riserva di crisi da 6,3 miliardi destinata a proteggere il comparto dagli shock di mercato e dagli eventi climatici avversi. Almeno il 10% di ogni piano nazionale, inoltre, pari a circa 48,7 miliardi di euro, sarà vincolato allo sviluppo rurale, con la possibilità per gli Stati membri di mobilitare immediatamente fino a due terzi dei fondi previsti per la revisione di medio termine (circa 45 miliardi di euro) già dal 2028.Il ministro Lollobrigida chiede garanzie –Secondo il ministro per l’Agricoltura, Francesco Lollobrigida, i 45 miliardi sbloccati da subito si tradurrebbero in circa 10 miliardi di euro, destinati direttamente al sostegno degli agricoltori italiani e disponibili da subito. “Se verranno certificate le premesse di garanzia del mondo produttivo che chiediamo, noi approveremo la sottoscrizione dell’accordo” ha dichiarato il ministro dell’Agricoltura Francesco in un incontro stampa precedente alla riunione tra i ministri dei 27 dell’Agricoltura. “Per noi il Mercosur è un’ottima occasione come sistema esportatore” ha ricordato, ma “non eravamo disposti e non siamo disposti a sacrificare alcun settore. Abbiamo chiesto salvaguardia del mondo produttivo che poteva essere danneggiato da questo tipo di accordo”. Nel corso della giornata, i partiti di maggioranza hanno continuato a definire la proposta di Bruxelles come una vittoria italiana. “I 45 miliardi di bilancio europeo in più destinati alla Pac sono una vittoria dell’Italia, una vittoria di Forza Italia che, nel Partito Popolare Europeo, ha difeso e sostenuto con forza le istanze dei nostri agricoltori. Ora ci sono le condizioni per firmare l’accordo con il Mercosur” ha dichiarato ai microfoni del Tg2 Deborah Bergamini, responsabile del Dipartimento Esteri e vice segretaria nazionale di Forza Italia. Per il deputato di Fratelli d’Italia, Antonio Baldelli “il Governo guidato da Giorgia Meloni dimostra ancora una volta che l’Italia, quando difende con determinazione i propri interessi, sa farsi rispettare anche in Europa”. E offre una sua personale lettura: “Da un taglio del 20 per cento inizialmente previsto, si è giunti invece a un rafforzamento delle risorse destinate alla Politica agricola comune, con 45 miliardi di euro in più nel prossimo bilancio pluriennale”. Anche per il senatore leghista Giorgio Maria Bergesio, vicepresidente della Commissione Attività Produttive del Senato “grazie alla determinazione del governo, la Commissione europea ha finalmente rivisto i tagli alla Pac rendendo disponibili ulteriori risorse”. Per Bergesio, però, “se da un lato è positivo che il fronte guidato dall’Italia abbia ottenuto un cambio di passo sulla Pac, dall’altro non possiamo accettare che questo diventi una sorta di compensazione per il via libera all’accordo commerciale con il Mercosur senza reciprocità. Senza clausole di reciprocità ferree settori strategici come quello delle carni bovine e avicole, del riso, del mais e dello zucchero subirebbero una concorrenza sleale insostenibile”.L’opposizione: “Così Giorgia Meloni svende l’agricoltura”Ma la proposta di Bruxelles non ha convinto tutti. Intanto perché la coperta resta la stessa. “Con il sempre più probabile sì al Mercosur, Giorgia Meloni si appresta a svendere l’agricoltura italiana in cambio di un piatto di lenticchie” commentano gli europarlamentari del Movimento 5 Stelle (The Left) al Parlamento europeo. E aggiungono: “Le risorse stanziate per i piani nazionali, infatti, sono sempre le stesse e questo significa che l’Italia dovrà compensare gli stanziamenti con ulteriori tagli ai fondi di coesione. Inoltre, i tanto sbandierati 45 miliardi per gli agricoltori sono solo un anticipo autorizzato dalla Commissione europea rispetto a pagamenti che già spettano all’Italia”. Un concetto ribadito anche da Cristina Guarda, eurodeputata dei Verdi/Ale. “Il governo Meloni accetta promesse vuote da Von der Leyen e cede alla pressione per sbloccare l’accordo. Altro che nuove risorse per l’agricoltura: siamo davanti a un’operazione di pura cosmetica politica. È solo un’anticipazione di risorse già previste, che secondo le proposte sul bilancio 2028-2034 sarebbero state utilizzabili solo dopo la revisione a metà percorso. Inoltre, la formula fino a 45 miliardi dice tutto: nessuna garanzia, nessun automatismo. Ancora una volta tutto è rimesso alla discrezionalità degli Stati membri. Gli agricoltori non ottengono certezze, solo annunci”.L'articolo Mercosur, la promessa di Bruxelles sulla Pac ammorbidisce l’Italia. Ma la Francia non ci casca proviene da Il Fatto Quotidiano.