Un farmaco orfano, poco noto ma prezioso per i giovani pazienti con gravi ustioni sopravvissuti alla tragedia di Crans-Montana e ricoverati all’Ospedale Niguarda di Milano. È il medicinale a base di bromelina Nexobrid*, prodotto dall’azienda biotech israeliana MediWound, specializzata in trattamenti per ustioni e ferite difficili.Autorizzato per l’uso in Stati Uniti, Europa e Giappone, è stato ideato per rimuovere il tessuto necrotico dalle ustioni gravi senza la necessità di bisturi chirurgici ed è stato usato in tempi recenti anche per gli ustionati in Ucraina, come ricorda ‘Osservatorio malattie rare’.“Come per le riserve di cute da banca dei tessuti, in Italia c’è un’intensa collaborazione tra ospedali per far arrivare ciò che serve, laddove le scorte dovessero scarseggiare. Questa rete funziona, anche in questo momento, che ovviamente è di grande necessità e urgenza”, dice a LaPresse Franco Bassetto, presidente della Società Italiana di Chirurgia Plastica Ricostruttiva-rigenerativa ed Estetica (Sicpre) e direttore dell’Unità Operativa Complessa di Chirurgia Plastica e Grandi Ustionati dell’Azienda Ospedale-Università di Padova.Il bisogno al momento è concentrato a Milano, all’ospedale Niguarda dove, con l’arrivo del sedicenne Leonardo Bove, sono ormai 12 i feriti ricoverati dopo l’incendio di Capodanno a Crans-Montana. NexoBrid è stato usato in circa 45 Paesi per trattare oltre 16mila pazienti, ma resta un farmaco orfano per una malattia rara: l’ustione grave.Come agisce la bromelinaLa bromelina è estratta principalmente dal gambo dell’ananas ed è nota in medicina per le sue proprietà digestive, antinfiammatorie, antiossidanti e diuretiche. Si tratta di una sostanza presente in numerosi farmaci e integratori. Nel caso delle ustioni “la bromelina – spiega Bassetto – ha una attività enzimatica molto intensa, in grado di rompere i legami proteici che si sono creati nell’escara, cioè nei tessuti necrotizzati dall’ustione stessa”. Bastano 4 ore“Si tratta di una crema, che viene applicata sulla parte da trattare e che in 4 ore – assicura lo specialista – stacca il tessuto devitalizzato dal fondo vitale”. Al momento il medicinale è nella lista Aifa dei farmaci carenti in Italia. Esistono alternative? “Per il momento – spiega Bassetto – non c’è nessun escarolitico ugualmente potente. Un tempo veniva utilizzata la Sulfadiazina con aggiunta di argento topico, preparato anch’esso in grado di ‘sciogliere’ in modo chimico l’escara, ma purtroppo nell’arco di molti giorni. In casi così seri, il fattore tempo è più che mai importante”. In ogni caso “in Italia c’è un’intensa collaborazione tra ospedali per far arrivare ciò che serve, laddove le scorte dovessero scarseggiare”, ribadisce il presidente Sicpre.Questo articolo Bromelina contro le ustioni, come funziona la crema dei feriti di Crans-Montana proviene da LaPresse