Il governo abolisce i controlli sulle caldaie: un grave passo indietro in un Paese leader per decessi prematuri

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Sappiamo tutti che oggi in Italia una delle maggiori criticità in materia ambientale riguarda numero e qualità dei controlli attuati per garantire il rispetto delle leggi di salvaguardia della salute dei cittadini. E questo vale, anche e in particolare, per il settore dell’inquinamento atmosferico gravato da dati veramente impressionanti, visto che l’Agenzia Europea dell’Ambiente stima che l’Italia sia il secondo Paese in Europa per decessi prematuri e che, secondo l’Ispra, in Italia il 7% circa di tutte le morti per cause naturali può essere imputato all’inquinamento atmosferico provocato da attività industriali, allevamenti, impianti di riscaldamento e traffico veicolare.E questo governo cosa fa? Sforna una bozza di decreto legislativo per “semplificare” le procedure sugli impianti termici che, invece di potenziare i controlli, li elimina in buona parte, prevedendo per gli impianti sotto i 70 kW (praticamente tutte le caldaie domestiche, che in Italia sono circa 20 milioni, di cui almeno 7 milioni con più di 15 anni di età) non più verifiche periodiche in casa ma controlli documentali, effettuati a distanza dagli enti delegati, in base a un sistema informativo che oggi risulta in buona parte frammentato e disomogeneo.Aumentando, peraltro, anche il rischio di incidenti: l’Unione artigiani Milano-Monza Brianza sottolinea, infatti, che le verifiche sul campo rappresentano uno strumento essenziale di prevenzione, in grado di individuare criticità legate alla combustione, all’installazione o all’evacuazione dei fumi che difficilmente emergono dalla semplice analisi documentale. Tanto più che “tra il 2019 e il 2023 si sono registrati 1.119 sinistri da gas canalizzato per usi civili, con 128 decessi e 1.784 feriti. A questi si aggiungono le morti premature, stimate da altre fonti in almeno 20mila l’anno, causate dal mix di emissioni di CO₂, NOx e polveri sottili, cui il riscaldamento domestico contribuisce per oltre la metà”.In questo quadro, il vero obiettivo da perseguire è quello voluto dalla Ue del graduale abbandono delle caldaie fossili con il divieto, dal 1° gennaio 2025, di incentivarne l’acquisto, al fine di eliminarle gradualmente entro il 2029 e sostituirle con sistemi a basse emissioni o rinnovabili (pompe di calore, solare termico, fotovoltaico): divieto, peraltro, non rispettato dal nostro paese che, per questo, è stato sottoposto a procedura di infrazione.Ma in proposito si deve registrare anche un passo indietro dell’Europa, in quanto la Commissione Ue ha messo in consultazione fino al 23 gennaio 2026 una bozza di regolamento sugli apparecchi per il riscaldamento degli ambienti, con maglie più larghe per quanto riguarda la soglia minima di efficienza energetica stagionale degli impianti; di fatto salvando le caldaie a gas dalla messa al bando dal 2029.Appare, quindi, del tutto giustificato l’allarme che questa situazione ha generato non solo nelle associazioni ambientaliste, ma anche nell’Isde (Associazione medici per l’ambiente), la quale ha giustamente evidenziato che “la semplificazione amministrativa non può avvenire a scapito della salute pubblica. In un contesto di crisi climatica e sanitaria, il riscaldamento civile va governato con regole più efficaci e controlli più rigorosi, non con meno tutele”.Né può rassicurare l’imbarazzata replica, appena pubblicata, del Ministero dell’Ambiente, la quale si limita in sostanza a evidenziare che si tratta, al momento, solo di una bozza di decreto e non di una versione definitiva; che non ci sarà “alcun passo indietro sulla sicurezza, né sugli obiettivi di efficienza energetica”; che non si vogliono eliminare i controlli in loco ma si vuole solo “indirizzare le ispezioni sugli impianti di maggiore potenza e rilevanza in termini di sistema, con accertamento documentale per quelli più piccoli” e che “in ogni caso viene lasciata a Regioni e Province autonome la possibilità di ampliare il campo delle potenze degli impianti su cui eseguire controlli e ispezioni”.Insomma, sembra una mezza marcia indietro. Speriamo che sia così in un paese come il nostro che dal 2022 ha finalmente, con buona pace delle semplificazioni, inserito ambiente e salute tra i valori tutelati dalla Costituzione.L'articolo Il governo abolisce i controlli sulle caldaie: un grave passo indietro in un Paese leader per decessi prematuri proviene da Il Fatto Quotidiano.