Il rapper che si è preso il Nepal

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Il partito centrista Rastriya Swatantra Party (Partito dell’indipendenza nazionale) e il suo leader 35enne Balendra Shah detto Balen, ex sindaco della capitale e rapper popolare tra i giovani, hanno vinto le elezioni in Nepal. Dopo la rivolta giovanile dello scorso settembre che ha ucciso 77 persone e costretto l’allora premier K.P. Sharma Oli a dimettersi Balen aveva pubblicato un messaggio per i suoi milioni di follower: «Cara Generazione Z, le dimissioni del vostro assassino sono arrivate. Ora la vostra generazione dovrà guidare il Paese. Preparatevi».Il rapper che ha vinto le elezioni in NepalCinque mesi dopo l’uomo che è sceso in politica soltanto 4 anni fa diventando sindaco di Kathmandu è pronto a diventare primo ministro. Il suo partito sembra aver conquistato addirittura 100 seggi su 275 totali assegnati tra sistema maggioritario e proporzionale, ma per i risultati definitivi ci vorranno giorni. Il partito del Congresso nepalese ha ammesso la sconfitta. «Balen Shah è così popolare che ora gli autobus che arrivano a Kathmandu hanno adesivi con la scritta ‘Diretto alla città di Balen‘», dice a Reuters Bipin Adhikari, esperto di diritto costituzionale che insegna all‘Università di Kathmandu. Se Shah riuscisse a prendere il potere, si tratterebbe di un’ascesa spettacolare per un uomo che è salito alla ribalta pubblica con la musica rap, criticando l’establishment e sfruttando la sua popolarità per raggiungere alte cariche politiche.Balen ShahDa primo cittadino della Capitale Balen ha migliorato le infrastrutture, la gestione dei rifiuti, l’assistenza sanitaria. È stato criticato da Human Rights Watch per aver usato la polizia per sequestrare le proprietà occupate. Il neopremier per ora evita la stampa mainstream. Per comunicare usa i social media. «Ciò che rende Balen speciale è il fatto che rimane in contatto con i giovani attraverso i suoi brevi messaggi sui social media, ma non sarebbe una passeggiata per lui una volta diventato primo ministro», sostiene l’analista Puranjan Acharya.Le canzoni contro il governoIl padre era un praticante di medicina tradizionale ayurvedica, la madre era casalinga. Negli anni si è dedicato al rap influenzato da artisti americani come Tupac Shakur e Curtis “50 Cent” Jackson. Dopo la laurea in ingegneria civile in Nepal ha studiato in India mentre cominciava a pubblicare le sue canzoni. Una delle più note, “Balidan”, pubblicata nel 2019, che in nepalese significa “sacrificio” – ha totalizzato oltre 12 milioni di visualizzazioni su YouTube. Il testo recita: «Lasciatemi parlare, signore, non è un crimine, lasciatemi aprire la mente, non sono una maledizione per il palazzo, la mia mente non è cattiva, non ha paura di dire la verità».Il partitoLo scorso dicembre Shah si è unito all’RSP, guidato dall’ex conduttore televisivo diventato politico Rabi Lamichhane, come candidato primo ministro. Nel suo manifesto, l’RSP di Shah si è impegnato a creare 1,2 milioni di posti di lavoro e a ridurre la migrazione forzata, nel tentativo di far leva sulla frustrazione per la disoccupazione e i bassi salari che hanno spinto milioni di nepalesi a cercare lavoro all’estero. Il partito si è anche impegnato ad aumentare il reddito pro capite del Nepal da 1.447 a 3.000 dollari, a più che raddoppiare il Pil a 100 miliardi di dollari e fornire «reti di sicurezza» come l’assicurazione sanitaria per l’intera popolazione, il tutto entro cinque anni.La squadra di governoGli analisti prevedono che, se verrà eletto, gran parte del successo di Shah dipenderà dal talento di cui si circonderà per riformare un sistema amministrativo moribondo, dilaniato dalla corruzione.«Ha bisogno di una squadra, di esperti e di supporto. Con l’attuale apparato statale, non può funzionare e sarà finito come il legno attaccato dalle termiti».L'articolo Il rapper che si è preso il Nepal proviene da Open.