La chiamata di venerdì 6 marzo tra Giorgia Meloni, Emmanuel Macron, Keir Starmer e Friedrich Merz doveva restare segreta. Almeno nelle intenzioni di Palazzo Chigi, che da giorni spinge per una nuova cabina di regia europea sulla guerra in Iran. Il formato è stato ribattezzato «E4» e include Italia, Francia, Regno Unito e Germania. Due le caratteristiche principali di questo mini-vertice. La prima: consultarsi senza che siano gli Stati Uniti a dettare l’agenda. La seconda: schivare la burocrazia dell’Unione europea che richiede tempo e fatica per mettere d’accordo tutti e 27 gli Stati membri.A cosa serve il formato E4La scelta di Meloni di creare una cabina di regia con gli altri tre Paesi più importanti del Vecchio Continente, spiega il Corriere della Sera, rappresenta un tentativo della premier di affrancarsi da chi la accusa di avere una posizione troppo schiacciata sugli Stati Uniti in politica estera. Nei piani di Palazzo Chig, il formato E4 permette all’Italia di intensificare il confronto con gli alleati europei. Senza però arrivare a uno strappo con la Casa Bianca.Il rapporto di Meloni con TrumpMeloni, che da più di un anno si dipinge come ponte privilegiato tra l’Europa e gli Stati Uniti, è sempre più in difficoltà nel dover reagire pubblicamente alle iniziative di Donald Trump: la guerra dei dazi, le minacce alla Groenlandia, il Board of Peace per Gaza, l’operazione in Venezuela e ora i bombardamenti sull’Iran. «Quando non sono d’accordo con Trump, non ho problemi a farlo sapere, come ho sempre dimostrato, ma non si può rompere un’alleanza strategica per l’Italia e per l’Europa», è il concetto che è pronta a ripetere la leader, secondo quanto riporta il Corriere.La convention dei conservatori Usa a fine meseA differenza di altri Paesi europei, l’Italia non è stata avvisata da Washington sull’operazione congiunta con Israele contro Teheran. E forse è anche per questo che Meloni punta ora sul formato E4 per «condividere informazioni e contatti, rispondere alle richieste di sostegno del Golfo, proteggere tutti insieme Cipro». Nel frattempo, la premier è preoccupata anche dei possibili effetti della crisi in Medio Oriente sull’Italia, a partire dal caro carburanti. Mostrarsi vicina a Trump non paga in termini elettorali. A fine marzo si terrà a Dallas il Cpac, la convention dei conservatori Usa a cui parteciperà lo stesso presidente Usa. A differenza di altre edizioni, non è chiaro se ci sarà anche un saluto di Giorgia Meloni.L'articolo Giorgia Meloni e l’«E4»: cos’è la cabina di regia europea alternativa a Trump sulla crisi in Medio Oriente proviene da Open.