Gli occhiali smart con intelligenza artificiale non sono più solo un esperimento da laboratorio: diversi marchi li hanno già portati sul mercato e altri stanno accelerando per non restare indietro. In questo quadro, l'arrivo del primo modello Samsung crea aspettative alte, perché parliamo di un colosso che finora aveva esplorato l'XR soprattutto con i visori.Le prime informazioni ufficiali arrivano direttamente dal Mobile World Congress di Barcellona, dove un dirigente di alto livello ha anticipato alcuni dettagli chiave. Non abbiamo ancora la scheda tecnica completa, ma il quadro che emerge è già sufficiente per capire che Samsung punta a un dispositivo molto legato all'ecosistema smartphone e alle funzioni IA “agentiche”. Il dirigente Jay Kim, vicepresidente esecutivo della divisione mobile di Samsung, ha confermato che gli occhiali avranno una fotocamera integrata posizionata all'altezza degli occhi. Questo dettaglio non è banale: indica un uso pensato per catturare ciò che guardiamo, non solo per scattare foto al volo.Gli occhiali non lavoreranno in modo autonomo, ma resteranno collegati a uno smartphone. Il telefono gestirà l'elaborazione dei dati provenienti dalla fotocamera, compresa l'analisi tramite IA. In pratica, gli occhiali diventano il sensore e l'interfaccia, mentre lo smartphone resta il cervello che fa i conti più pesanti.Kim ha sottolineato che per Samsung è fondamentale che l'IA capisca dove stiamo guardando, così da inviare queste informazioni al telefono, che poi restituisce contenuti contestuali. L'idea è avere un assistente che non risponde solo a comandi vocali generici, ma che collega la richiesta a ciò che abbiamo davanti agli occhi.Alla domanda su un possibile display integrato negli occhiali, Kim non ha dato conferme. Ha però ricordato che, se serve uno schermo, restano comunque a disposizione smartphone e smartwatch. Questo lascia aperta l'ipotesi di un modello più orientato all'audio e alla fotocamera, piuttosto che a una vera realtà aumentata con elementi grafici sovrapposti alla vista.Sia Kim sia il CEO di Qualcomm, Cristiano Amon, hanno indicato come obiettivo un lancio entro quest'anno per un prodotto destinato inizialmente al mondo professionale o comunque "per l'industria". Non è ancora chiaro quando e come arriverà una versione davvero pensata per il grande pubblico, ma il 2026 viene indicato come orizzonte per una presenza più matura sul mercato. Gli occhiali smart non nascono da zero: Samsung lavora dal 2023 insieme a Qualcomm e Google su una piattaforma comune per realtà mista. Parliamo di un insieme di tecnologie che unisce realtà virtuale, realtà aumentata e tutte le varianti intermedie, spesso indicate con il termine XR.Il primo frutto concreto di questa collaborazione è stato il visore Galaxy XR, in vendita dall'anno scorso e basato sul sistema operativo Android XR di Google. In quell'occasione, Qualcomm aveva già chiarito che il vero obiettivo a lungo termine erano proprio gli occhiali smart, considerati più facili da integrare nella vita quotidiana rispetto a un visore ingombrante.Amon ha spiegato che gli occhiali, essendo vicini agli occhi, alle orecchie e alla bocca, diventano il punto ideale per ospitare agenti IA capaci di svolgere compiti al posto nostro. In prospettiva, attività oggi gestite da smartphone e PC – come prenotare un hotel o chiamare un taxi – potrebbero spostarsi su questi dispositivi indossabili.Il paragone usato da Amon richiama gli esordi degli smartphone: all'inizio poche app, poi una crescita continua fino a centinaia e migliaia di applicazioni. Secondo questa visione, anche gli occhiali smart inizieranno con funzioni limitate e diventeranno più interessanti man mano che arriveranno nuovi agenti IA e servizi dedicati. Oggi il mercato degli occhiali smart è ancora piccolo ma già presidiato da un attore forte: i Ray-Ban Meta. Secondo i dati di Counterpoint Research, questi modelli detengono circa l'82% della quota globale, una posizione che rende la concorrenza piuttosto complessa per chi arriva dopo.Nonostante questo, diversi marchi stanno provando a ritagliarsi spazio: oltre a Meta, troviamo realtà come Alibaba, Xreal e ora Samsung, che punta a sfruttare il proprio ecosistema di smartphone, indossabili e servizi per proporre un'esperienza più integrata.Kim ha ammesso che i visori XR probabilmente resteranno sul mercato, ma difficilmente diventeranno un business di massa. Gli occhiali, invece, hanno un potenziale diverso perché partono da un oggetto che molte persone già indossano ogni giorno. L'idea è trasformare un accessorio comune in un punto di accesso continuo all'IA.Lo slancio verso questi prodotti arriva anche dalla crescita di piattaforme come Google Gemini e ChatGPT, che hanno reso più concreto il concetto di assistente IA sempre disponibile. I produttori stanno cercando modi per interagire con questi servizi oltre la classica app: comandi vocali, fotocamera come input visivo e risposte immediate nel contesto di ciò che stiamo facendo.Se questa direzione verrà confermata, gli occhiali smart di Samsung potrebbero diventare uno dei primi banchi di prova reali per capire quanto siamo pronti a delegare alle IA agentiche una parte delle azioni che oggi gestiamo manualmente su telefono e computer. Molto dipenderà non solo dalla tecnologia, ma anche da quanto accetteremo di avere una fotocamera sempre attiva così vicina agli occhi e da come verranno gestiti privacy e sicurezza dei dati.L'articolo Come saranno gli occhiali Samsung con IA? Un affronto ai Ray-Ban Meta sembra essere il primo su Smartworld.