Il filo rosso tra Ucraina e Iran che apre il vaso di Pandora sui conflitti | Con Marc Innaro

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La crisi iraniana non è un fronte isolato. Secondo il corrispondente Rai Marc Innaro, ciò che sta accadendo tra Golfo Persico, Europa orientale e Mediterraneo va letto come parte di una dinamica unica, dove i teatri di guerra si influenzano reciprocamente. L’attacco alla nave gassiera russa al largo di Malta, le tensioni energetiche e l’intreccio tra intelligence e infrastrutture militari indicano, nella sua analisi, che il conflitto in Ucraina e quello che si sta sviluppando attorno all’Iran sono capitoli dello stesso processo geopolitico.Un conflitto che si allarga dal Mar Nero al MediterraneoInnaro invita a non interpretare l’attacco alla metaniera russa vicino a Malta come un caso isolato. L’identità dei responsabili resta incerta e il contesto appare sempre più opaco. «Potrebbero essere stati gli ucraini come mano d’opera, ma evidentemente fare una cosa del genere a largo delle coste di Malta non è soltanto opera loro. Potrebbero benissimo essere stati gli israeliani o gli inglesi», osserva.Secondo il giornalista, operazioni ibride e sabotaggi indicano una svolta nelle relazioni tra potenze. «Avendo ormai rotto le regole di comportamento, il diritto internazionale, il diritto della navigazione, il diritto umanitario, ormai tutto è possibile», afferma.Il legame strategico tra il fronte ucraino e quello iranianoPer Innaro l’errore più diffuso è separare i conflitti. La guerra in Ucraina e le tensioni in Medio Oriente fanno parte dello stesso sistema di pressioni geopolitiche. «Oggi parlare unicamente del conflitto russo-ucraino è riduttivo. Noi dobbiamo guardare le cose a 360 gradi. Quello che accade in Ucraina è strettamente legato con quello che sta accadendo in Medio Oriente», spiega.In questo contesto emergono anche segnali di cooperazione tra potenze rivali degli Stati Uniti. «La Russia continuava a mandare aerei cargo da Astrakhan sull’Iran carichi di attrezzature per il jamming», aggiunge.La crisi delle regole internazionaliIl punto centrale dell’analisi riguarda la crisi del sistema di norme costruito dopo la Seconda guerra mondiale. «Continuiamo a ripetere che l’Iran è una minaccia per l’ordine mondiale basato sulle regole. Ma quali regole? Di quale ordine mondiale parliamo?», si domanda Innaro.Il riferimento è alle convenzioni che regolavano i conflitti tra Stati. «Le regole esistevano: il diritto internazionale, il diritto umanitario, le Convenzioni di Vienna. Ma ormai sono saltate», afferma.Energia e la partita globaleNella lettura di Innaro la dimensione energetica è il terreno centrale dello scontro. «Il prezzo del gas è praticamente aumentato del 50% da quando è cominciato questo conflitto in Iran», osserva.Il quadro si complica con le mosse dei grandi produttori. «Il Qatar ha annunciato la sospensione della produzione di gas liquefatto», ricorda, mentre altre rotte cambiano direzione. «Due navi gassiere partite dalla Nigeria e destinate all’Europa hanno ricevuto l’ordine di dirigersi verso l’Asia».Da qui la conclusione: «Come diceva Papa Francesco, una terza guerra mondiale a pezzi. Ma già ci siamo».The post Il filo rosso tra Ucraina e Iran che apre il vaso di Pandora sui conflitti | Con Marc Innaro appeared first on Radio Radio.