di Paolo Menchi – Il mondo sta attraversando una crescente crisi della natalità. Sempre più persone scelgono di avere meno figli e di privilegiare maggiore indipendenza personale, un cambiamento che sta trasformando profondamente la struttura demografica globale. Secondo le proiezioni delle Nazioni Unite, nel 2026 il baricentro delle nascite nel pianeta sarà chiaramente concentrato in due continenti: Asia e Africa, che insieme rappresenteranno circa l’85% dei nuovi nati a livello mondiale.In questo contesto, l’America Latina appare sempre meno centrale nella dinamica della crescita demografica globale. Secondo i dati disponibili, la regione registrerà circa 9,3 milioni di nascite nel 2026, pari a circa il 7% del totale mondiale. Si tratta di una quota molto inferiore rispetto al peso che il continente aveva nel corso del XX secolo, quando contribuiva in modo più significativo all’espansione della popolazione mondiale.Il confronto con gli altri continenti evidenzia chiaramente questa trasformazione. L’Asia registrerà circa 64,9 milioni di nascite, pari al 49% del totale globale, mentre l’Africa raggiungerà 47,6 milioni di nascite, ovvero il 35,9%. L’America Latina e i Caraibi si collocano quindi in una posizione intermedia tra le regioni del mondo caratterizzate da popolazioni molto anziane e quelle che mantengono ancora elevati livelli di fertilità.Nonostante il numero di nascite latinoamericano sia superiore a quello dell’Europa (6,1 milioni) e del Nord America (4 milioni), la tendenza è chiaramente in diminuzione. Questo fenomeno è legato a una rapida transizione demografica, al calo dei tassi di fertilità e a profondi cambiamenti strutturali nel mercato del lavoro e nei modelli familiari.La riduzione della fecondità in paesi come Brasile, Messico, Colombia e Cile ha modificato in modo significativo il profilo demografico della regione. In molte di queste economie, il numero medio di figli per donna è già sceso sotto il livello di sostituzione generazionale, fissato a 2,1 figli per donna, avvicinandosi sempre più ai modelli osservati in Europa.Guardando al futuro, la distribuzione globale delle nascite appare sempre più concentrata. Asia e Africa insieme supereranno l’85% del totale mondiale; l’Europa rappresenterà circa il 4,6%; l’America Latina il 7%; il Nord America il 3%; mentre Oceania e Antartide resteranno sotto l’1%.La Colombia rappresenta uno degli esempi più evidenti di questa trasformazione demografica. Il paese, che per decenni è stato caratterizzato da una popolazione giovane e da una base demografica ampia, sta ora mostrando segnali chiari di invecchiamento e di forte riduzione delle nascite.Secondo i dati del Dipartimento Amministrativo Nazionale di Statistica (DANE), nel 2024 sono stati registrati 445.011 nuovi nati. Si tratta di una diminuzione del 33,4% rispetto ai livelli osservati dieci anni prima.