Accise, al ministro Giorgetti (e a Meloni) non spiace l’idea di Schlein: «L’extragettito Iva per abbassare le accise sui carburanti»– Il video

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«La proposta Schlein sui carburanti? È una norma che abbiamo introdotto noi già dal 2023, vedremo di adattarla. Se ci sono margini? Li troveremo». Ha iniziato per primo Giancarlo Giorgetti, ministro dell’economia e delle finanze, ad aprire la strada sulle accise mobili, lanciata dalla segretaria del Partito democratico Elly Schlein. Una soluzione che non dispiace nemmeno alla premier Giorgia Meloni. «Siamo anche al lavoro per mitigare il più possibile le conseguenze del conflitto per i cittadini e la nostra nazione. Con taskforce attivate per monitorare l’andamento dei prezzi dell’energia, della benzina, dei generi alimentari e per combattere la speculazione. In particolare, sulla benzina, stiamo valutando di attivare il meccanismo delle cosiddette accise mobili che questo governo ha reso più efficace con il provvedimento sui carburanti del 2023 nel caso in cui i prezzi aumentassero in modo stabile. Il meccanismo, la cui attivazione viene chiesta anche da parte di alcuni partiti dell’opposizione, consente di utilizzare la parte di maggiore Iva che arriva dall’aumento dei prezzi, per la riduzione delle accise: è lo strumento della sterilizzazione che avevamo scritto nel programma di governo e la sua attivazione è allo studio già da qualche giorno da parte del Mef», ha detto la presidente del consiglio in serata, in un videomessaggio.L’appello di Schlein: «Usiamo le accise mobili»Schlein si era rivolta direttamente alla premier Giorgia Meloni che nel 2019 chiedeva l’abolizione delle accise «che poi non ha fatto, anzi nell’ultima manovra ha addirittura alzato quelle sul diesel». Il governo, per Schlein, «può attivare subito le cosiddette accise mobili, un meccanismo adottato molti anni fa e mai attuato. E siccome con i prezzi stellari della benzina non aumentano solo gli extraprofitti di chi la vende ma anche il gettito Iva che entra nelle casse dello Stato, noi proponiamo di usare quell’extragettito Iva restituendolo ai cittadini e abbassando le accise di tutti». La proposta è stata rilanciata sui canali social della segretaria del Pd perché «l’inflazione è ripresa a salire e la benzina è arrivata attorno ai 2 euro» e il «costo delle azioni militari di Trump si aggiunge a danno di famiglie e imprese italiane». Una proposta su cui c’è fronte comune anche con il Movimento 5 stelle. «Anche Elly Schlein si è detta d’accordo con una proposta M5S che proprio ieri abbiamo rilanciato. Non è uno slogan, è uno strumento concreto per calmierare i prezzi e spezzare la spirale dei rincari», ha dichiarato la deputata M5S Chiara Appendino. Come funziona lo strumento delle accise mobiliLo strumento delle accise mobili ha come obiettivo quello di stabilizzare il prezzo dei carburanti quando questo sale. Come? Lo Stato riduce temporaneamente le accise quando il prezzo del petrolio cresce, e invece le aumenta quando scende, mantenendo quindi i prezzi alla pompa più stabili. Può esser però una soluzione temporanea e a breve termine, non utile in caso di una guerra nei paesi del Golfo di media o lunga durata. Perché così facendo lo Stato, di fatto, rinuncia a entrate fiscali maggiori. Introiti che a lungo andare non recupererà quasi mai, anche se agisce contro shock sul settore e contro l’inflazione. Nessun governo, davanti alle obiezioni di diversi economisti, lo ha mai realmente attivato. Il meccanismo fu introdotto per la prima volta con la legge finanziaria del 2008 dal governo Prodi ma non è mai entrato a regime. Servivano dei decreti attuativi e delle soglie precise. L’occasione si ripresentò sotto il governo Draghi, nel 2022, che però, davanti al conflitto in Ucraina, preferì adottare un taglio temporaneo delle accise, a 25 centesimi a litro. Attualmente il governo Meloni può attivare il meccanismo di accise mobili: lo prevede il Decreto Carburanti del 2023, ma anche in questo caso lo strumento non può scattare automaticamente. Serve quindi un lavoro preliminare, da parte di Palazzo Chigi, fatto di decreti attuativi e limiti entro cui usarlo. Insomma non una cosa cotta e mangiata.Schlein e l’Iran: «La pensiamo come Sanchez, no alla guerra»La leader dem, durante la tappa conclusiva a Roma del percorso di ascolto “L’Italia che sentiamo”, ha inoltre detto la sua sulla guerra in Iran, ed è stata netta. Ha espresso solidarietà al presidente del governo spagnolo Sánchez «per le minacce inaccettabili subite per aver difeso il diritto internazionale come avrebbe dovuto fare il nostro governo. La pensiamo come Sanchez, no alla guerra». «La transizione democratica deve essere nelle mani del popolo iraniano Khamenei è un dittatore sanguinario che non ci mancherà, ma le iniziative unilaterali sono pericolose. La guerra illegale scatenata da Trump e Netanyahu va fermata. No all’utilizzo delle basi in Italia per il supporto a questi attacchi che violano il diritto internazionale, l’Italia ripudia la guerra – ha dichiarato Schlein – Amareggia l’atteggiamento imbarazzato del nostro governo, posso capire la difficoltà di chi fino a qualche giorno fa auspicava il premio Nobel per Trump. Il problema non è solo la subalternità di questo governo a tycoon, il problema è che non riescono a scegliere l’Europa».L'articolo Accise, al ministro Giorgetti (e a Meloni) non spiace l’idea di Schlein: «L’extragettito Iva per abbassare le accise sui carburanti» – Il video proviene da Open.