Ecco la vera guerra mondiale in corso: non c’entrano gli Stati, ma potenze finanziarie

Wait 5 sec.

Quando si evocano i rischi di una guerra mondiale, non si tiene conto del fatto che essa è già in corso.Non mi riferisco agli scenari bellici, crescenti e pericolosi – dalla Russia con l’Ucraina a Israele con alcuni stati islamici del Medioriente, fino alla Cina con Taiwan – né al rinascente e preoccupante empito imperialistico mostrato dagli Usa di Trump.Si tratta di eventi tutti delicati e rischiosi, è innegabile, connotati da complesse dialettiche di potere e beni materiali.Ma per fortuna non è (ancora?) la guerra mondiale a cui faccio riferimento quando affermo che è già in corso. Anche perché non utilizzo l’aggettivo “mondiale” intendendo una guerra che coinvolge molti Stati del pianeta, come è avvenuto con i due conflitti mondiali del Novecento.Mi riferisco a una guerra mondiale perché condotta contro l’umanità di tutto il mondo. Nello specifico, una guerra condotta contro le abilità cognitive e il benessere psicofisico di una popolazione trattata come disabile dalle grandi multinazionali del digitale e dell’Intelligenza artificiale.Sì, disabile. Pensiamoci bene: il supporto tecnologico, benvenuto e benemerito, tradizionalmente è servito, e serve ancora oggi a maggior ragione, per compensare disabilità fisiche o a vario titolo patologiche delle persone. Ma oggi, con gli smartphone che filtrano ogni aspetto della nostra esistenza (conoscenza, informazione, relazioni sociali etc.) e, soprattutto, con l’Intelligenza artificiale che può supportarci nel pensiero, nello studio, nella scrittura, nella creatività e così via, si parte dal presupposto per cui l’umanità, come l’abbiamo conosciuta fino ad oggi, è un qualcosa di insufficiente e inadeguato. Qualcosa da aumentare, potenziare, integrare, ovviamente a pagamento. Alla fine, l’umanità sarà qualcosa da sostituire con i cyborg.A scanso di equivoci, questo è ciò che viene teorizzato dai transumanisti (si pensi ai libri di Raymond Kurzweil, solo per fare un esempio), e il transumanesimo è la “filosofia” a cui sostengono di appartenere tutti i principali guru delle nuove tecnologie.Dietro a questo sacrificio dell’umanità che abbiamo conosciuto fino ad oggi, v’è però la promessa di realizzare il più grande e antico sogno dell’uomo: l’immortalità. Sì, l’obiettivo estremo di questi signori è quello di trasferire la personalità e la mente di ciascuno di noi in avatar destinati a vivere per sempre nel Metaverso.Messa in questi termini, al netto degli aspetti obiettivamente inquietanti, più di una persona potrebbe non comprendere perché sto parlando di una guerra mondiale contro l’umanità, considerato che sembra di essere all’interno di un grande progetto positivo. Già, ma positivo per chi, se escludiamo le pochissime multinazionali che stanno accumulando profitti stratosferici, pagando tasse irrisorie grazie ai governi nazionali sottomessi e imponendo condizioni di lavoro degradanti e poco (o per nulla) tutelate?!Il quoziente intellettivo medio della popolazione sta degradando, insieme a tutta una serie di abilità, competenze e conoscenze. In compenso stanno aumentando disagio e patologie psicologiche, fra giovani e giovanissimi ma non solo, a causa di smartphone e social network programmati per generare dipendenza, nonché per spingere le persone a un’omologazione che le riduce allo stato di automi che si fanno i selfie (puntualmente ritoccati).A tutto questo si aggiunge un fatto di cronaca estremamente significativo, perché capace di riassumere la fase attuale con tanto di guerra israelo-statunitense contro l’Iran: mi riferisco alla diatriba fra l’amministrazione Trump e la società Anthropic dell’italo-americano Dario Amodei, con quest’ultimo nei panni di Ceo di una società che offre servizi di Intelligenza artificiale anche per le azioni di guerra, ma che in questi giorni si è rifiutato di togliere i paletti all’uso dell’IA in guerra, specialmente nella misura in cui possa essere utilizzata per tracciare tutti i cittadini e per gestire in maniera autonoma l’uso di armi devastanti.Amodei ha messo in guardia sui rischi per la democrazia e per l’umanità in genere, se si decidesse di lasciare carta bianca a una tecnologia che, sia chiaro, sarebbe a piena disposizione di quei governi disposti a pagare per utilizzarla. In uno scenario in cui i governi sono perlopiù genuflessi a pochi capi del mondo (Usa, Cina, India), che insieme alle pochissime multinazionali della tecnologia si stanno letteralmente giocando il predominio mondiale a livello tanto militare quanto finanziario, possiamo ben comprendere come la guerra mondiale è già in corso.Con una dinamica mai come oggi evidentissima: a scontrarsi non sono potenze nazionali. Bensì poteri sovranazionali che, di origine finanziaria e in grado di controllare i governi, giocano a Risiko per il dominio mondiale. Con la larghissima parte dell’umanità che, comunque finirà il conflitto, risulterà perdente. Anche della vita.L'articolo Ecco la vera guerra mondiale in corso: non c’entrano gli Stati, ma potenze finanziarie proviene da Il Fatto Quotidiano.