È un ritorno al gran rifiuto di Craxi a Reagan o è tutto sommato un rifiuto “piccolo”, quello di Crosetto? Probabilmente, né una né l’altra. Il ministro della Difesa si affretta oggi a dare una spiegazione sul mancato sbarco in Italia, nella base di Sigonella, dei bombardieri USA diretti in Medio Oriente: “Qualcuno sta cercando di far passare il messaggio che l’Italia avrebbe deciso di sospendere l’uso delle basi agli assetti USA. Cosa semplicemente falsa“, dice Crosetto frenando gli entusiasmi di chi aveva richiamato alla sovranità. Il “no” italiano inviato agli aerei USA – peraltro già in volo – però, non è così scontato come sembra si voglia far passare.È vero, come dice Crosetto, che non è stato fatto nulla di straordinario, in quanto già previsto dagli accordi bilaterali del 1954: il cosiddetto “Accordo Ombrello”. Ma in un contesto di volatilità del diritto internazionale – che vale “fino a un certo punto”, per citare Antonio Tajani -, snobbato spesso, appunto, proprio dagli Stati Uniti d’America, rimanere fermi sui propri princìpi e non sorvolare su certi accordi, rappresenta sì una decisione. Una dimostrazione che invece Crosetto e Meloni sembrano a posteriori voler minimizzare, ribadendo il persistere del valore della lealtà, nonostante quel “no” già previsto dall’accordo. La domanda a questo punto, però, è: se quel patto non ci fosse mai stato, Crosetto avrebbe comunque detto di no agli USA?“Ha a che fare con il referendum”“Questo referendum qualcosa ce l’ha insegnato“, dice Giorgio Bianchi ai microfoni di Un Giorno Speciale. “Il popolo è sovrano. Perché al di là del fatto indigesto di doversi vedere personaggi morti viventi che rivendicano non si sa quale vittoria, secondo me invece il referendum alla fine è stato, e secondo me il governo Meloni l’ha accolto in pieno questo aspetto, una critica feroce nei confronti dell’operato del governo. Perché lì più che la Costituzione è stato un voto contro l’operato del governo. Il governo che ha le antennine molto attive ha captato questo segnale, tant’è che ha dato via a una sorta di mega rimpasto. E tra l’altro è avvenuto anche quel fatto che fino a un mese fa era impensabile, cioè di negare agli Stati Uniti l’utilizzo della base di Sigonella”. “Questo atto ha molto a che fare con il referendum. Noi ci dovremmo ricordare ogni tanto che proprio il popolo è sovrano, cioè che se a un certo punto noi diamo un segnale forte, alla fine la politica è costretta“.Il commento in diretta ai nostri microfoni.The post “Il no italiano agli USA sulla base di Sigonella? Ha a che fare con il referendum” | Giorgio Bianchi appeared first on Radio Radio.