Ci fu la Svezia, l’apocalisse nazionale che pensavamo non avremmo mai potuto vivere. Poi la Macedonia del Nord. Infine la Bosnia. L’ennesima disfatta storica. Per la terza volta di fila l’Italia non andrà ai Mondiali di calcio. Ormai non fa nemmeno più notizia. Ricominceremo a parlare di giovani, riforme, la solita retorica di chi dice di voler cambiare tutto per non cambiare nulla. Invece è il momento del repulisti. Adesso cacciateli tutti. Cacciate quel poveretto di Gattuso: il manifesto dell’inadeguatezza. Un allenatore mancato, che era finito a sbarcare il lunario in Croazia e si è ritrovato per mancanza di alternative sulla panchina più importante del Paese. Questa nazionale è la peggiore che abbiamo mai visto giocare, semplicemente perché non ha mai avuto una minima idea di gioco da mettere in campo, oltre che pochissimo talento. Ci attaccheremo allo stadio di Zenica, agli errori arbitrali, al regolamento bizzarro della Fifa che qualifica ai Mondiali Curacao e Giordania mandando a spareggiare l’Italia fuori casa per sorteggio. La verità è che l’eliminazione ce la siamo meritata, e che anche in parità numerica (prima del fattaccio dell’espulsione di Bastoni) eravamo apparsi inferiori alla Bosnia. Le responsabilità del ct sono evidenti.Cacciate Buffon, Bonucci e tutti gli altri vertici dell’Italia, o di ciò che ne resta. Figurine appuntate sulla maglia azzurra senza alcuna competenza. Feticci della nazionale campione del mondo del 2006,fuori dal campo una generazione di falliti (da Totti a Del Piero, da De Rossi a Pirlo e Gattuso, non ce n’è uno che si salvi). Le rivoluzioni si fondano sul merito, non sul palmares. Ma forse qualcuno lo sapeva e li ha messi al loro posto proprio per questo, perché facessero da perfetti capri espiatori.Prima e sopra di tutti gli altri, cacciate Gabriele Gravina: il peggior presidente della storia del pallone italiano. Colui che è riuscito a inanellare non uno, ma ben due Mondiali mancati. Con in mezzo la figuraccia agli Europei. E tra parentesi, anche un’indagine per appropriazione indebita e autoriciclaggio, ma quello in Italia fa curriculum. In tutti questi anni ha lavorato soltanto per il suo sistema di potere, che gli ha garantito uno stipendio da quasi mezzo miliardo l’anno, mentre il movimento affondava. Non ha pensato di fare un passo indietro e non ci pensa nemmeno ora: ha già riconfermato Gattuso, e quindi se stesso. Parla di “parte tecnica da salvaguardare”, in realtà intende la sua poltrona: sta replicando la mossa già fallita nel 2022, quando all’indomani della Macedonia, per blindarsi, non esonerò contro ogni logica e buon senso Mancini, che poi sarebbe scappato in Arabia in piena estate, gettando le premesse per il disastro Spalletti. Nessuno gli ha mai chiesto conto di nulla, vedremo se ora la politica riuscirà a fare qualcosa. Lui intanto ha già convocato per la settimana prossima un consiglio federale, in cui intende farsi ridare la fiducia dai vari potentati (quasi tutti a libro paga) che oggi reggono il calcio italiano. Se anche stavolta non cambierà nulla, meritiamo di scomparire dal calcio mondiale. Anzi, siamo già scomparsi.X: @lVendemialeL'articolo Italia senza Mondiali, ora c’è solo una cosa da fare: andate tutti via, da Gravina in giù | commento proviene da Il Fatto Quotidiano.