Google prepara una stretta sulla sicurezza delle app Android che riguarda tutti gli sviluppatori, non solo quelli del Play Store. L’obiettivo è ridurre il malware che arriva soprattutto dal sideloading, senza chiudere però la porta a chi installa app da fonti alternative.Secondo le analisi interne, Google ha rilevato oltre 90 volte più malware dalle app installate fuori da Google Play rispetto a quelle scaricate dallo store ufficiale. Per questo introduce una nuova verifica degli sviluppatori Android, pensata per limitare l’anonimato di chi pubblica app dannose e per rendere più trasparente la distribuzione del software. La nuova Android developer verification arriva per tutti gli sviluppatori che usano Play Console e la nuova Android Developer Console. In pratica, Google vuole che ogni app installabile su dispositivi Android certificati risulti collegata a uno sviluppatore verificato.Gli sviluppatori che pubblicano solo fuori da Google Play possono già oggi creare un account sulla Android Developer Console e iniziare la verifica. Chi è già su Play Console vedrà l’aggiornamento nelle prossime settimane: chi ha completato in passato la verifica dell’identità su Play, nella maggior parte dei casi non dovrà fare altro.Questa fase serve a permettere agli sviluppatori di registrare le app con calma, prima che entrino in vigore i cambiamenti lato utente previsti più avanti nel 2026. Le nuove verifiche partono subito per gli sviluppatori, ma per gli utenti non cambia nulla nell’immediato: l’esperienza di download resterà identica fino a fine settembre 2026 nei primi Paesi coinvolti.Dal 30 settembre 2026, in Brasile, Indonesia, Singapore e Thailandia, le app dovranno essere registrate da uno sviluppatore verificato per poter essere installate e aggiornate sui dispositivi Android certificati. Le app non registrate resteranno comunque installabili, ma solo tramite ADB o tramite un nuovo flusso avanzato pensato per utenti esperti.Per la grande maggioranza delle persone che scaricano app da Google Play o da store che si adegueranno alle regole, l’esperienza di download resterà identica. Il cambiamento si farà sentire soprattutto per chi installa spesso APK da fonti non registrate.A partire dal 2027, Google prevede di estendere questo requisito di registrazione obbligatoria a livello globale, con una diffusione graduale nei vari mercati. Per chi usa Android Studio, entro i prossimi due mesi comparirà lo stato di registrazione dell’app direttamente durante la generazione del pacchetto firmato (App Bundle o APK). In questo modo lo sviluppatore vede subito se l’app risulta correttamente collegata a un account verificato.Per gli sviluppatori Play, chi ha già completato i requisiti di verifica su Play Console risulta già identificato e Google provvederà a registrare automaticamente le app idonee. Nei pochi casi in cui questo non sarà possibile, servirà una procedura di rivendicazione manuale delle app, con maggiori dettagli che arriveranno via Play Console e email nelle prossime settimane.Interessante anche la possibilità, per chi è su Play Console, di registrare anche le app distribuite fuori da Google Play, così da gestire in un unico posto l’intero catalogo, indipendentemente dal canale di distribuzione. Per non escludere chi sviluppa per passione o per studio, Google sta preparando un tipo di account a distribuzione limitata, gratuito e senza richiesta di documento d’identità. Basterà un indirizzo email per iniziare.Con questo profilo sarà possibile condividere le proprie app fino a un massimo di 20 dispositivi, una soglia pensata per test, progetti personali o piccoli gruppi. Gli interessati possono già registrarsi per l’accesso anticipato, con inviti previsti per giugno 2026.Il lancio globale degli account a distribuzione limitata è fissato per agosto 2026, in parallelo con l’arrivo del nuovo flusso avanzato per il sideloading destinato agli utenti più esperti. Google dichiara di voler mantenere la possibilità di installare app da qualsiasi fonte, un punto chiave per chi usa Android in modo più avanzato. Per i cosiddetti power user resterà disponibile l’uso di ADB e arriverà un nuovo advanced flow per il sideloading di app non registrate.Questo flusso avanzato debutterà a livello globale in agosto 2026 e servirà come canale "ufficiale" per installare APK non collegati a uno sviluppatore verificato, aggiungendo però qualche passaggio in più per scoraggiare gli utenti meno consapevoli.In pratica, chi vuole mantenere il pieno controllo sul proprio dispositivo potrà continuare a farlo, ma con una separazione più netta tra app registrate e app non registrate, così da proteggere gli utenti più vulnerabili da installazioni troppo facili e potenzialmente rischiose. A supporto di tutto questo, da aprile 2026 Google introdurrà Android Developer Verifier, un nuovo servizio di sistema Google che controllerà se un'app risulta associata a uno sviluppatore verificato.Gli utenti inizieranno a vedere Android Developer Verifier nelle impostazioni dei Google System services, a conferma che il controllo avverrà a livello di piattaforma e non solo tramite lo store. Questo componente diventa la base tecnica per applicare, nei mesi successivi, i vincoli di installazione legati alla registrazione delle app.L'articolo Google introduce la verifica obbligatoria degli sviluppatori Android: cosa cambia sembra essere il primo su Smartworld.