Incentivi green, dopo le proteste riaprirà ad aprile il Conto termico 3.0: mistero sui fondi. In 10 anni 6 miliardi stanziati e mai spesi

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Dopo le proteste furibonde dei sindaci, le richieste per il Conto termico 3.0 riapriranno “verosimilmente il 13 aprile”. L’annuncio è di Vinicio Vigilante, amministratore delegato del Gse (Gestore dei servizi energetici). Parliamo dell’incentivo green per finanziare impianti di energia rinnovabile e opere di efficientamento: come pannelli fotovoltaici, pompe di calore, caldaie ecologiche, infissi nuovi, cappotti termici. Lo scopo è ridurre i consumi energetici e risparmiare soldi delle bollette di luce e gas: un obiettivo quanto mai urgente con la guerra in Iran e i rischi per gli approvvigionamenti petroliferi. Ma a parte la data prevista per la riapertura delle richieste, neppure certa, sul Conto termico 3.0 è buio fitto. Le domande già inoltrate al Gse sono state prese in esame? Quante sono quelle bocciate e quelle promosse? Ci saranno altri fondi disponibili? Sono solo alcune delle domande poste da primi cittadini e pubblici amministratori. Qualcuno ha chiesto lumi ai tecnici del Gse: nessuno sa come verrà gestita la riapertura delle pratiche e se il budget sarà incrementato. La certezza è un’altra, secondo il vicepresidente di Assistal Angelo Carlini: “Il Conto Termico 3.0 rappresenta uno strumento imprescindibile per sostenere la transizione energetica del Paese e per garantire continuità agli investimenti in efficienza energetica”. Carlini lo ha dichiarato poco prima che il Gse annunciasse la riapertura dell’incentivo, il 26 marzo. Intanto, i sindaci restano con il cerino mano con il rischio di bruciarsi. Ad esempio Matteo Zennaro in quel di Longare, paesino veneto da 3 mila anime: ha acceso un mutuo da un milione di euro, confidando nell’incentivo promesso e ora in bilico.Le richieste per il Conto termico 3.0 si sono aperte il 3 febbraio 2026. Aziende e pubbliche amministrazioni lo attendevano dal 2024, fidando nelle promesse del ministero dell’Ambiente. Ma il 3 marzo, con quasi 24 mesi di ritardo e ad un mese dal via, la finestra per presentare la domanda è stata bruscamente chiusa dal Gse, perché il budget era già stato sforato. A disposizione c’erano 900 milioni: 500 per i privati e 400 per Comuni e Pa. Invece l’ammontare delle istanze è arrivato a 1,3 miliardi di euro. Per evadere tutte le richieste all’appello mancano 400 milioni, ma nessuno sa se arriveranno. Gli amministratori saprebbero dove andare a prendere le somme. Ci sono i fondi stanziati, mai spesi, del Conto termico 2.0 nell’ultimo decennio, dal 2016 al 2025: un tesoretto da 6,3 miliardi, mai richiesti ed erogati, in passato disponibile per pubbliche amministrazioni e aziende. Oggi l’Italia sconta un notevole ritardo sul fronte delle rinnovabili, esponendosi ai rischi di una crisi petrolifera per via della guerra in Iran.Come è possibile che una somma così ingente non sia stata utilizzata, indebolendo la sicurezza energetica del Paese? Indica tre cause Massimo Cavezzani, sindaco di Tribano (Padova), candidato con il centrodestra alle regionali venete e vicepresidente Anci (Associazione nazionale comuni italiani). “La burocrazia del Gse prima era più ostica, c’erano altri incentivi più vantaggiosi del Conto termico, infine i prezzi stabiliti per i rimborsi non erano aggiornati ai rincari seguiti alla guerra in Ucraina”, dice a ilfattoquotidiano.it il primo cittadino. Di sicuro, le domande per il Conto termico 3.0 sono esplose anche per la stretta del governo Meloni su Ecobonus, Sismabonus, Bonus 110 per cento, detrazioni fiscali per l’edilizia. Soprattutto, a far saltare il banco è stata la novità dei rimborsi fino al 100 per cento del costo delle opere, per Comuni sotto i 15 mila abitanti. Una sorta di Superbonus per i piccoli municipi. L’85 per cento delle 2.200 richieste riguardava proprio quel beneficio. Infatti, dice Cavezzani, “solo i Comuni che hanno migliorato l’efficienza energetica dei propri immobili sono al riparo dall’austerità se le bollette esplodessero per la crisi energetica”. Tribano al sicuro. Cavazzana, da architetto con il chiodo fisso dell’energia dei green, ha già realizzato i lavori per l’efficientamento. E gli altri Comuni rimasti indietro? “In caso di rincari, per pagare le bollette spegneranno i lampioni lasciando le strade al buio”.L'articolo Incentivi green, dopo le proteste riaprirà ad aprile il Conto termico 3.0: mistero sui fondi. In 10 anni 6 miliardi stanziati e mai spesi proviene da Il Fatto Quotidiano.