La retromarcia del governo che fa infuriare i cacciatori: divieto di munizioni al piombo in tutte le zone umide per evitare la procedura d’infrazione

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Sono passati 195 giorni dall’ultima seduta nella quale le commissioni Agricoltura e Ambiente del Senato si sono riunite per trattare il cosiddetto “ddl Sparatutto”, vale a dire il disegno di legge (n. 1552) che punta a stravolgere la legge sulla caccia (157/92). Non si può dire che da allora la maggioranza non abbia lavorato per favorire le lobby di cacciatori, armieri e agricoltori: come negli anni passati, lo ha fatto sottobanco, attraverso la classica “manina” che interviene nelle pieghe della legge di Bilancio, quando l’attenzione mediatica e politica è generalmente concentrata su altro. Ed ecco così che le aziende faunistico-venatorie non devono più essere senza scopo di lucro (vittoria, questa, di Coldiretti e della sua Ab Agrivenatoria Biodiversitalia). Di fatto, si riaprono le riserve di caccia (vietate dal 1978), reintroducendo il business sulla pelle degli animali. Alla luce del sole.Ma ora le commissioni si riuniscono di nuovo. Si dirà: una bella notizia per il mondo venatorio. Vero, ma solo in parte, perché sul tavolo ci sono 2.084 emendamenti – di certo non pochi – e tra questi uno che farà arrabbiare i loro associati. Si tratta dell’emendamento 17.0.1000, presentato in sordina dai relatori, cioè da Fratelli d’Italia, Lega e Forza Italia, che stabilisce il divieto di utilizzo delle munizioni al piombo in tutte le zone umide, riproponendo nei fatti ciò che da tempo, per motivi di salute, chiede l’Unione europea – attraverso il Regolamento REACH – e che il nostro governo, per ragioni elettorali, ha finora disatteso. Tanto che nel febbraio 2024 la Commissione Ue aveva deciso di avviare una procedura d’infrazione, inviando una lettera di messa in mora al nostro Paese (tra le contestazioni c’è una parte relativa alla violazione della Direttiva Uccelli).L’emendamento richiama proprio la procedura d’infrazione n. 2023/2187 e abroga ciò che la maggioranza (articolo 31 della 157/92, commi 1-ter e 1-quinques) aveva introdotto proprio per aggirare il divieto sulle munizioni al piombo, indicando semplicemente come zone umide quelle in cui era già proibito cacciare ed escludendo quelle temporanee. Ora, con l’abrogazione, si torna automaticamente alla definizione di “zone umide” del Regolamento REACH, quindi paludi, torbiere, laghi, pantani, sia naturali sia artificiali, sia temporanei sia permanenti.In un passaggio successivo, l’emendamento del centrodestra stabilisce che “la cartografia e le relative tabelle sono elaborate conformemente ai principi e agli obblighi di cui al regolamento (CE) n. 1907/2006 (REACH)” e che “hanno valore indicativo e sono soggette ad aggiornamenti periodici”. Il ricorso alla cartografia – relativa all’individuazione delle zone umide – risultava necessario al governo per escludere gli specchi d’acqua temporanei. Ora, però, viene stabilito che hanno “valore indicativo”. Un bel grattacapo per chi venisse sorpreso a sparare con munizioni al piombo dove è vietato.“Questa è un’enorme resa del governo e della sua maggioranza, che avevano fatto ‘carte false’ per aggirare il regolamento Ue e che ora cercano di rimediare ad una situazione che si sarebbe potuta evitare se avessero ascoltato quanto denunciamo da anni” dice Domenico Aiello, avvocato e responsabile tutela giuridica della natura per il Wwf e tra i massimi esperti, in Italia, di tutela della fauna selvatica. ” Ciò che noi chiediamo è che questo emendamento venga migliorato eliminando alcune ambiguità e inserito in un decreto legge, perché è urgente fare in modo che termini la disapplicazione di un regolamento che tutela la salute umana che è direttamente legata a quella degli ecosistemi e degli animali. Una necessità che non può essere legata ai giochi parlamentari e all’eventuale approvazione di una riforma devastante che stravolgerebbe la legge sulla caccia per favorire la lobby venatoria. Serve farlo per salvare l’Italia da un’infrazione Ue e per salvaguardare la salute di tutti”.Mail: a.marzocchi@ilfattoquotidiano.itInstagramL'articolo La retromarcia del governo che fa infuriare i cacciatori: divieto di munizioni al piombo in tutte le zone umide per evitare la procedura d’infrazione proviene da Il Fatto Quotidiano.