Il presidente del Parlamento iraniano Mohammad Bagher Ghalibaf è diventato famoso in Occidente quando alcune indiscrezioni provenienti dagli Usa lo indicavano come il negoziatore di Teheran con gli Usa e Israele. Ma da quando la guerra è scoppiata Ghalibaf ha deciso di assolvere a un’altra funzione. Utilizzando i social media per mandare messaggi di guerra e segnali ai mercati. Come un improbabile consulente finanziario ma talmente addentro alle trattative da rischiare anche lui, come Hegseth, l’insider trading. Ma Ghalibaf dice di avere un altro obiettivo. Ovvero smascherare le fake news che vengono utilizzate per manipolare i mercati finanziari. E quelli petroliferi.L’improbabile consulente finanziarioChissà se ogni volta che twitta a qualcuno tra Washington e il Pentagono fischiano le orecchie. Di certo l’articolo del Financial Times in cui si parlava di un investimento di Pete Hegseth in aziende che fabbricano armi alla vigilia dello scoppio della guerra con l’Iran è un segnale importante. Così come i 580 milioni di dollari in scommesse sul mercato del petrolio arrivati 15 minuti prima del post di Trump su Truth dei colloqui in corso con l’Iran per la fine della guerra. Un annuncio che fece crollare i prezzi del greggio, anche grazie al rinvio dell’attacco minacciato dagli Usa alle infrastrutture energetiche di Teheran. Con tanto di scenario di guadagni sospetti dei trader dopo che tra le 6:49 e le 6:50 locali (11:49 e 11:50 in Italia) erano passati di mano un numero di 6.200 contratti future su Brent e West Texas Intermediate.Chi manipola i mercati?I future legati all’indice azionario S&P 500 avevano registrato un rialzo dei prezzi pochi istanti dopo gli scambi sul petrolio. Anche i relativi volumi erano aumentati nel corso di quella stessa fascia oraria. E proprio in quel periodo in una serie di post su X ha cominciato a rivolgersi agli investitori. Esortandoli, scrive Al Jazeera, a trattare con scetticismo le notizie da fonte Usa sulla guerra. In un altro post ha scritto: «Attenzione: le cosiddette ‘notizie’ o ‘verità’ pre-mercato sono spesso solo un pretesto per prendere profitto. In pratica, è un indicatore inverso». Secondo Ghalibaf le notizie sulla guerra vanno trattate con un reverse benchmark: «Fai il contrario: se il prezzo sale, vendi allo scoperto. Se scende, compra».Orsi e toriGli analisti però dicono che i post di Ghalibaf dovrebbero essere interpretati all’interno del contesto della guerra tra Teheran e Washington. Come quando ha detto che ci sono società ingaggiate per influenzare i futures (cioè i contratti che fissano il prezzo per acquisti futuri di un bene) sul petrolio. Si tratta quindi di un lato della guerra asimmetrica che combattono i contendenti. Ghalibaf cerca di dimostrare di poter influenzare i mercati Usa sfruttando i punti di pressione del sistema economico. Come la decisione di chiudere lo Stretto di Hormuz, che sta influenzando molto le sorti della guerra. Il 22 marzo scorso in un tweet Ghalibaf ha minacciato gli istituti finanziari con un ruolo nel finanziamento delle attività militari statunitensi: «I titoli del Tesoro statunitensi sono intrisi del sangue degli iraniani», ha scritto. «Monitoriamo i vostri portafogli. Questo è il vostro ultimo avvertimento».La strategiaJo Michell, professoressa di economia all’Università del West of England di Bristol, dice al media arabo che «il calo dei mercati azionari, l’aumento dei prezzi dell’energia e l’innalzamento dei tassi di interesse costringeranno alla fine [il presidente degli Stati Uniti Donald] Trump a rinunciare all’azione militare e a cercare una soluzione diplomatica». Anche perché Trump «è solito rilasciare alcune delle sue dichiarazioni più aggressive durante il fine settimana, quando i mercati sono chiusi, per poi fare marcia indietro in tempo per la riapertura». Come quando ha cancellato all’ultimo l’ultimatum a Teheran sulla riapertura di Hormuz.TacoSecondo gli osservatori, questo schema comportamentale ha dato origine all’acronimo TACO – «Trump always chickens out» (Trump si tira sempre indietro), una frase usata dai trader disposti a scommettere sul fatto che il presidente degli Stati Uniti cambierà idea. Zeidon Alkinani, analista del Medio Oriente presso l’Arab Perspectives Institute, dice che l’Iran sembra aver capito come toccare i punti deboli del presidente tycoon. Secondo Alkinani gli iraniani stanno imparando a sfruttare la situazione intensificando la loro attività che è comunque anche di propaganda.L’effetto concretoL’effetto concreto però somiglia a sua volta a una manipolazione. In un mercato in cui gli investitori sono alla ricerca di qualsiasi piccolo segnale su come potrebbe evolversi la guerra e sono sempre più diffidenti nei confronti dei messaggi di Trump, anche una retorica apparentemente sarcastica come quella di Ghalibaf può contribuire a rendere instabili i mercati.L'articolo Volete fare soldi con la guerra in Iran? Chiedete consigli a Ghalibaf proviene da Open.