“I social sono un luogo fertile per l’odio. Ho ricevuto insulti, minacce, mi scrivevano che non ero una buona madre o mi invitavano al suicidio“, racconta Beatrice Arnera al settimanale “Donna Moderna“. La fine dell’amore con il collega Andrea Pisani, nato nel 2021 con la nascita tre anni dopo della piccola Matilde, è finita al centro della scena mediatica perché l’attrice ha iniziato una nuova relazione con Raoul Bova. “La delusione vera è stata vedere come sono stati usati i video che io e Andrea pubblicavamo sui social per lavoro, a tutti gli effetti contenuti professionali, progetti pubblicitari concordati. Posso capire la delusione, ma vedere quella dimensione lavorativa e creativa usata contro di me, come se fosse la prova di una felicità scippata, è stato straniante”, continua Arnera.“Sul palco avevo il terrore che qualcuno dal pubblico si alzasse per insultarmi”“Sul palco, nel pieno della shitstorm, avevo il terrore che qualcuno dal pubblico si alzasse per insultarmi, ero pronta a rispondere. A Milano è successo davvero, ho dato un volto all’odio: aveva l’aspetto innocuo di una signora con il carré e gli occhiali. A fine spettacolo – racconta l’attrice – mi si è avvicinata per chiedermi scusa: era tra coloro che mi avevano insultata pesantemente online, vedendomi a teatro aveva cambiato idea. Incontrarla mi ha dato modo di ridimensionare quella bolla disumana”.Arnera figura tra i protagonisti tra i protagonisti di “Scuola di seduzione” di Carlo Verdone, uscito il 1 aprile su Paramount+, ed è nelle sale con “Cena di classe” dove recita anche Pisani. Il clima tra i due ex continua a essere rovente. L’ex compagno ha lanciato frecciatine nei suoi confronti e verso Bova, da Lol alla discussa ospitata nel podcast di Gianluca Gazzoli fino a Le Iene: “Io e Raoul Bova siamo diversi. A me piacciono le mie coetanee”, con un riferimento alla differenza d’età di Beatrice, 30 anni, e dell’attore, 54.Arnera non ha dubbi, l’accanimenro social subito ha una radice patriarcale: “Per secoli alle donne è stato chiesto di sacrificarsi per l’idea di famiglia, anche se si trattava di famiglie infelici. Mia nonna nel 1960 non si separò perché al mercato, dove lavorava, le avrebbero dato della poco di buono. Oggi il meccanismo è lo stesso: non è più il mercato del paese, sono i social. Non è che una mattina ti svegli e dici: piove, mi separo. È una decisione ponderata, un travaglio lungo che non ha senso mettere in piazza solo per dare alle persone la cronistoria dei propri sentimenti”, le sue parole a “Donna Moderna”.L'articolo “Ho ricevuto insulti, minacce, mi scrivevano che non ero una buona madre e mi invitavano al suicidio. Sul palco avevo il terrore che qualcuno dal pubblico si alzasse per insultarmi”: parla Beatrice Arnera proviene da Il Fatto Quotidiano.