Genova, precisamente l’antico edificio della Commenda di San Giovanni di Prè, dal 12 maggio 2022, anche con l’aiuto di molti attori (pubblici e privati) coinvolti in questo progetto partecipato, ospita una riflessione continua sui temi della migrazione e dell’inclusività, a partire dalla complessa realtà della mobilità italiana, di epoche diverse. Non è nostra intenzione approfondire qui il percorso espositivo dell’Ellis Island italiana, eccellenza non soltanto a livello nazionale, quanto piuttosto mettere in rilievo l’esistenza in varie Regioni di numerosi musei che custodiscono la memoria (e l’attualità) del fenomeno migratorio (e dei relativi processi di integrazione).In particolare, questi strumenti di informazione e sensibilizzazione, spazi di incontro e dialogo, centri di studio, ricerca e interpretazione, che assolvono ad una funzione più ampia di quella pur importante di preservazione del patrimonio storico, documentario e iconografico dell’emigrazione italiana, sono dal 2024 uniti in una rete nel quadro di Italea, il programma di promozione ufficiale dei viaggi delle radici del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale all’interno del progetto Pnrr e finanziato da NextGenerationEU.In proposito, a confermare il ruolo e il valore strategico di tali istituzioni, che in molti casi non hanno vere e proprie collezioni, lavorano sempre di più con allestimenti digitali e multimediali, si potrebbe far riferimento a Epic, il museo dell’emigrazione irlandese, che, eletto Europe’s Leading Tourist Attraction ai World Travel Awards per tre anni consecutivi (2019, 2020 e 2021), accoglie nella sua struttura anche un centro di genealogia all’avanguardia.L’accordo firmato tra Cgie e Mei ha confermato plasticamente la centralità dell’emigrazione quale “più grande narrazione popolare e collettiva del nostro Paese”, come affermato dal presidente della Fondazione Mei, Paolo Masini, “una narrazione che affonda le radici nel passato e che allo stesso tempo ci parla del presente”. Grazie a quest’intesa, come messo in rilievo dalla segretaria generale del Cgie Maria Chiara Prodi, avremo modo di conoscere, ad esempio “le cooperative sportive create dagli italiani in tutto il mondo”, così come “i successi e le storie della rappresentanza degli italiani nel mondo”; avremo a disposizione “tante chiavi di lettura per comprendere l’emigrazione quante sono le storie dei singoli e delle comunità passate e presenti”.Tra gli obiettivi si evidenziano quelli relativi alla realizzazione di progetti di Formazione Scuola Lavoro, sia in presenza sia da remoto, sulla storia e l’attualità dell’emigrazione italiana come parte essenziale della nostra identità nazionale, e alla valorizzazione delle rappresentanze degli italiani all’estero nella loro dimensione storica e nella specificità sul piano internazionale. È una sfida pure comunicativa e pedagogica quella che si sviluppa cominciando dalle testimonianze materiali e immateriali di generazioni di italiani (e dei loro discendenti) partiti per l’estero, di nostri connazionali che adesso lavorano e vivono stabilmente all’estero. Lo scrittore Erri De Luca ci suggerisce, pur con i dovuti adattamenti all’esperienza migratoria, che “la tombola napoletana estrae insieme ai numeri anche una storia (…) i numeri siamo noi e veniamo estratti ogni volta che uno si ricorda di noi e ci nomina”.