Roma e il settlement UEFA: c’è un’altra strada per non svendere i big

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Il 30 giugno non è una data qualsiasi per i tifosi della Roma. È la scadenza entro cui il club dei Friedkin deve realizzare plusvalenze significative per rispettare i paletti del settlement agreement siglato con la UEFA. Un appuntamento che, anno dopo anno, rischia di trasformarsi in un’asta forzata dei gioielli della rosa.Ma stavolta, come scrive oggi La Repubblica, la cornice strategica attorno alle scelte della Roma appare più fluida del solito. Accanto alla strada maestra — centrare il target finale e chiudere definitivamente il discorso con la UEFA — resta aperta un’altra ipotesi: allungare il settlement di un ulteriore anno, a patto di avvicinarsi sufficientemente al risultato finanziario concordato.LEGGI ANCHE – Gasp contro la società: i nodi da sciogliere. Il diktat dei Friedkin: “Abbassare i toni”Il meccanismo è preciso. La UEFA può accettare uno scostamento fino a 20 milioni di euro rispetto al target annuale, 60 nel triennio. Se la Roma dovesse chiudere l’esercizio con un disavanzo compreso tra i 60 e gli 80 milioni nel triennio, si troverebbe fuori target ma abbastanza vicina da potersi giocare un ultimo anno di rientro. Una finestra stretta, ma reale.La mossa non prolungherebbe l’agonia, ma sposta il problema in avanti con l’obiettivo di presentarsi alla UEFA con numeri più sostenibili. E, soprattutto, potrebbe cambiare radicalmente le scelte di mercato estivo: meno cessioni forzate, più margine per costruire una squadra competitiva. Un equilibrio delicato, tutto da trovare. Ma almeno, per una volta, non c’è un’unica strada obbligata.LEGGI ANCHE – La Uefa frena Friedkin: in Europa una sola tra Roma e EvertonFonte: La RepubblicaL'articolo Roma e il settlement UEFA: c’è un’altra strada per non svendere i big proviene da Giallorossi.net | Notizie AS Roma, Calciomercato ed Esclusive.