L’Ufficio di presidenza della Camera ha dato il via libera: sul caso Bartolozzi si andrà al conflitto di attribuzione con la procura di Roma. La prossima settimana l’approdo in Aula per un disco verde finale che appare ormai scontato. La capo di gabinetto del ministro Nordio, dimessasi assieme al sottosegretario Andrea Delmastro dopo la sconfitta della maggioranza al referendum sulla giustizia, risulta indagata per false dichiarazioni ai Pm nell’ambito del caso Almasri, il torturato libico rimpatriamo dall’Italia su un volo di Stato.Questione di garanzia: il collegamento con i reati ministerialiIl voto sulla relazione del vicepresidente Giorgio Mulè era atteso e, come previsto, ha certificato la linea della maggioranza. Il cuore della decisione sta nell’impostazione giuridica sostenuta dal centrodestra. La posizione di Bartolozzi viene considerata «teleologicamente connessa» ai reati ministeriali contestati ad alcuni membri del governo: Nordio, Piantedosi e Mantovano, già ‘scudati’ dal Parlamento con il voto sull’improcedibilità del 9 ottobre scorso. Secondo questa lettura, la sua vicenda rientrerebbe nell’alveo delle garanzie previste per i reati ministeriali, imponendo quindi il passaggio dal filtro parlamentare.È su questo presupposto che l’Ufficio di presidenza ha deliberato di sollevare il conflitto davanti alla Corte costituzionale, aprendo formalmente uno scontro istituzionale con la magistratura sul perimetro delle rispettive competenze.I prossimi passiOra la partita, il cui risultato appare già scritto, si sposterà in Aula. Sarà l’assemblea di Montecitorio infatti a dover votare il conflitto: un passaggio decisivo perché, con il via libera definitivo, il procedimento giudiziario verrebbe sospeso in attesa della decisione della Consulta. I tempi, in quel caso, si allungherebbero di diversi mesi.Una mossa strategica per la maggioranza. Il rinvio consente infatti di disinnescare nell’immediato un procedimento che potrebbe coinvolgere, anche solo come testimoni, esponenti dell’esecutivo su una vicenda delicata, con possibili ripercussioni sugli equilibri interni al governo.Resta però l’incognita dei tempi della Corte costituzionale, a cui spetterà a quel punto la decisione. Una pronuncia a ridosso delle prossime politiche, nell’ipotesi di una bocciatura del conflitto, rischierebbe di innescare uno scontro ancora più infuocato con le opposizioni. Benzina per la campagna elettorale degli avversari, un boomerang.L'articolo Bartolozzi, il conflitto d’attribuzione va in Aula. Così la maggioranza congelerà il caso proviene da Open.