Rapporto Anvur, università telematiche principale motore del sistema: in 6 anni +158,6% di iscritti

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“Le università telematiche sono il principale motore di crescita del sistema universitario italiano. In sei anni hanno raggiunto +158,6% iscritti (quota sul totale studenti: da circa 7% a 15%). Sono quindi passate da fenomeno marginale a componente strutturale del sistema”. È quanto emerge dal Rapporto Anvur 2026 sul sistema della formazione superiore e della ricerca. “La scelta non dipende dalla mancanza di università tradizionali: quasi quattro studenti su cinque avrebbero un ateneo in presenza entro 60 minuti Le motivazioni principali sono: lavoro e conciliazione studio-vita, flessibilità organizzativa, costi e accessibilità. Le telematiche rispondono quindi a domanda ‘non tradizionale’, soprattutto di studenti lavoratori o adulti. Ruolo nel sistema universitario: Le telematiche ampliano l’accesso all’università e intercettano nuovi pubblici”, si legge ancora nel report che evidenzia una “trasformazione strutturale” in quanto “le università telematiche sono indispensabili per la crescita del sistema”“Il mondo delle università telematiche è diventato anche un attrattore di capitali, grazie alla possibilità di costituire atenei in forma di società di capitali, quindi for profit. Questo ha favorito l’ingresso di fondi esteri in un sistema — quello dell’istruzione terziaria italiana — storicamente sottofinanziato. Tuttavia, il tema è controverso: c’è chi parla di asimmetrie rispetto agli atenei tradizionali e chi ritiene che il profitto non sia compatibile con un bene primario come l’istruzione”. Così il sottosegretario al Mef Federico Freni in una intervista a ‘Il Tempo’. “Credo che andrebbe completamente de-ideologizzato. Continuare ad affrontare questi temi con categorie degli anni ’70 nel 2026 significa fare danni e restare indietro. Un investitore che entra nel sistema Paese — anche attraverso le Università telematiche — non investe solo lì. Il punto è garantire che chi investe in Italia possa farlo con le stesse condizioni e la stessa certezza del diritto che troverebbe in Francia, Germania, Spagna o Lussemburgo. L’accesso all’istruzione universitaria deve essere aperto a tutti, e il canale telematico è ormai essenziale. Non vedo una contrapposizione tra pubblico e privato: è una visione che non mi appartiene. Pubblico e privato non sono alternativi, ma complementari. In Italia, soprattutto dagli anni ’90, abbiamo spesso contrapposto uno all’altro — il pubblico come “sacro” e il privato come “sospetto”. Ma questa è una narrazione che non regge nella realtà. Pensiamo alla rigenerazione urbana di Milano: non esisterebbe senza la collaborazione tra pubblico e privato. Lo stesso vale per molti altri settori. L’idea di uno Stato che fa tutto da solo non è più attuale. Possiamo anche guardare con nostalgia al passato, magari davanti a una tazza di tè — che peraltro è ottima — ma il mondo di oggi funziona diversamente, e dobbiamo prenderne atto”, ha continuato Freni.Questo articolo Rapporto Anvur, università telematiche principale motore del sistema: in 6 anni +158,6% di iscritti proviene da LaPresse