AGI - A Gabès, nel sud-est della Tunisia, un programma di riqualificazione delle spiagge sarà finanziato dall'Italia. Lo ha annunciato il Ministro dell'Ambiente tunisino, Habib Abid, durante un discorso al Parlamento. Questa iniziativa si inserisce in un contesto di forti tensioni ambientali nella regione, da tempo colpita dall'inquinamento industriale legato al Gruppo Chimico Tunisino (GCT), storico pilastro della produzione di fosfati e fertilizzanti fin dagli anni '70. A Gabès un progetto per il ripristino degli ecosistemi costieriIl progetto comprende otto siti costieri e si basa su un "programma integrato" volto al ripristino degli ecosistemi costieri e allo sviluppo di infrastrutture adeguate alle esigenze turistiche e locali. Tra le aree interessate figurano Zarat, dove sono in corso studi sull'impatto di nuove infrastrutture portuali e di desalinizzazione; Lamaya, destinata a diventare una località balneare; e Aichoun, che sarà dotata di illuminazione a energia solare. A Ketana è prevista la realizzazione di un'area ristorazione, mentre altri interventi riguardano Chennini, Metouia e il lungomare di Gabès. Contrastare l'erosione e l'innalzamento del livello del mareOltre al ripristino ambientale, il progetto mira ad affrontare le dinamiche strutturali che interessano la costa tunisina. "Le nostre spiagge sono esposte al rischio di erosione e all'innalzamento del livello del mare", ha sottolineato Habib Abid, riferendosi a un programma nazionale di tutela che copre oltre 380 chilometri di costa.Le autorità tunisine stanno pianificando, in particolare, l'installazione di barriere di roccia e la revisione delle procedure di autorizzazione per meglio regolamentare lo sviluppo e limitare il degrado. Il caso di Gabès illustra la complessità delle problematiche.Da diversi anni, la regione è al centro di mobilitazioni cittadine che denunciano l'impatto ambientale delle attività industriali, in particolare quelle della GCT (Gabès Consommation Transport Company), accusata di degradare la qualità dell'aria, dell'acqua e del suolo. In questo contesto, le autorità cercano di conciliare il ripristino ecologico, lo sviluppo economico e l'armonia sociale. Un piano di sviluppo ambizioso per la regione di GabèsIl programma annunciato rientra in un più ampio piano di sviluppo per il periodo 2026-2030, che comprende oltre 60 progetti per la sola regione di Gabès. A livello nazionale, questo piano include oltre 900 iniziative, con un costo totale stimato di quasi 7 miliardi di dinari, pari a circa 2 miliardi di euro.I ritardi nell'attuazione di alcuni progetti sono stati attribuiti a "complicazioni amministrative" a livello locale, secondo quanto dichiarato dal ministro, il quale ha precisato che i fondi necessari erano stati stanziati nella legge di bilancio 2026. Azioni dirette e cooperazione internazionaleParallelamente, le autorità tunisine hanno avviato diverse azioni dirette per migliorare la situazione ambientale. Sono stati rimossi oltre 10.000 metri cubi di rifiuti edili, sono state effettuate operazioni di pulizia delle spiagge e sono iniziati i lavori di riqualificazione del fiume Oued Essalem.È inoltre attivo un sistema di monitoraggio continuo della qualità dell'aria. La cooperazione internazionale riveste un ruolo centrale in questa strategia. Sono stati condotti studi in collaborazione con partner italiani, mentre altri progetti coinvolgono partner esterni, in particolare il Giappone, impegnato in iniziative di riutilizzo delle acque reflue.