Sarà pure colpa dei social, ma il desiderio di avere anche nella vita vera un aspetto ‘ottimizzato’ dai filtri sta segnando – letteralmente – il volto di una generazione. “La passione per i filler contagia sempre più giovani under 30, un fenomeno non solo italiano, che colpisce per una serie di aspetti, inclusa la sicurezza”. A dirlo a LaSalute di LaPresse è Franco Bassetto, presidente Sicpre (Società Italiana di Chirurgia Plastica Ricostruttiva-rigenerativa ed Estetica) e responsabile dell’Unità Operativa Complessa di Chirurgia Plastica dell’Azienda Ospedale-Università di Padova.“Sempre più giovani tra i 20 e i 30 anni ricorrono a filler su naso e labbra, ma devo dire che si tratta di un fenomeno globale. Ho fatto dei corsi in Romania e lì le ragazze di questa età hanno tutte lo stesso aspetto: capelli lunghi, ciglia finte, dorso del naso dritto grazie al rinofiller e labbra ‘a paperetta’. I colleghi della Società romena di chirurgia estetica mi hanno confermato questa tendenza”, spiega Bassetto. Una zona grigia“In Italia il fenomeno è forse un po’ meno diffuso, ma comunque rappresenta un trend reale ed è riconducibile ai filtri social. Purtroppo non abbiamo ancora dati, perché la medicina estetica è ancora in una zona grigia, anche se il ministero della Salute ha attivato una Commissione con Sicpre per fare chiarezza sui filler. Attenzione: questa corsa al filler è alimentata anche dal fatto che si tratta di una soluzione poco costosa, ma bisogna essere certi della qualità. Prodotti che arrivano da chissà dove e vengono iniettati nel nostro corpo possono dare problemi. E questo è un fenomeno che preoccupa noi chirurghi plastici Sicpre, ecco perché stiamo collaborando con il ministero per avere regole chiare: chiarire chi li può fare e cosa va fatto”.Un mercato sommerso con rischi certiAttualmente, invece, a iniettare filler sono odontoiatri, medici di famiglia, chirurghi, dermatologi, medici estetici quando va bene. Non sono mancati infatti casi di trattamenti eseguiti in palestre e centri estetici. Il business, comunque, è reale. “C’è un mercato sommerso e, dunque, quelle che circolano sono solo stime da prendere con le pinze. Il rischio da una parte è quello di ricorrere a soluzioni a prezzi stracciati che illudono di ottenere l’effetto desiderato senza però mantenere le promesse, dall’altro che vengano usati filler di qualità scadente, con rischi per la sicurezza”, avverte Bassetto.Bellezza omologata Ma non c’è anche il pericolo che a suon di piccoli ‘ritocchi’ si arrivi a stravolgere il proprio aspetto, sembrando tutti uguali? “Assolutamente sì: diventa una specie di mania. In Italia è vietato iniettare filler che non siano riassorbibili, ma i giovanissimi sono poco attenti e spesso escono dallo studio senza sapere cosa è stato iniettato loro, il numero di lotto della sostanza usata e la data di scadenza. Informazioni importanti da conoscere in caso di eventuali problemi”. Lavori in corso“Il ministero ha chiesto a Sicpre di istituire tre osservatori, uno al Nord (all’Università di Modena), uno al Centro (uno a Roma nell’ambito della Scuola di medicina estetica di Emanuele Bartoletti) e l’ultimo al Sud, per monitorare il fenomeno. Bisogna fare attenzione, perché davvero c’è una grande zona grigia”.Addio unicitàAl tema sicurezza si somma quello più prettamente estetico: dall’esaltazione dell’unicità siamo passati all’omologazione della bellezza. Certo, i modelli ispirazionali sono sempre esistiti: un tempo erano le dive del cinema, poi le modelle. Oggi, con il trionfo degli scorci instagrammabili, ovviamente i modelli sono quelli dei social.“Un po’ mi preoccupa questa tendenza all’omologazione della bellezza delle nuove generazioni. Attenzione, la chirurgia plastica ricostruttiva, rigenerativa ed estetica ha incredibili potenzialità, anche in età geriatrica. Pensiamo a cicatrici, ulcere, ferite difficili, ringiovanimento per avere un aspetto naturale che corrisponda all’età che ci sentiamo. Ascoltare le richieste di diciottenni e ventenni che vogliono tutte le labbra ‘a paperetta’ colpisce. Anche perché finiscono per trovare chi le asseconda”, conclude il presidente Sicpre.Questo articolo La ‘febbre’ da filler contagia gli italiani under 30 proviene da LaPresse