Dopo Spagna e Italia anche la Polonia stoppa gli Usa: «Batterie anti-missile nel Golfo? No, servono qui»

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Dopo la Spagna di Pedro Sanchez, che ha negato agli Usa prima l’uso delle basi e poi addirittura lo spazio aereo per operazioni legate alla guerra in Iran, non è solo l’Italia a respingere richieste militari americane. Nel giorno in cui a Roma esplode il caso Sigonella, legato al rifiuto dell’Italia di far atterrare alcuni bombardieri Usa diretti in Medio Oriente, anche la Polonia conferma di aver ricordato agli Stati Uniti le sue linee rosse. Il governo di Varsavia, tradizionale alleato di ferro degli Usa, avrebbe infatti respinto una richiesta Usa di cedere uno dei suoi sistemi Patriot di difesa aerea agli alleati del Golfo sotto tiro dei missili dall’Iran. A dare la notizia è stato il quotidiano polacco Rzeczpospolita. Il capo di stato maggiore polacco Wiesław Kukuła, intervenendo su X, ha parzialmente negato, segnalando che «nessuno lo sta chiedendo» (di spostare il Patriot). Ma la stessa testata riportava in effetti che dagli Usa più che richiedere formalmente quel passaggio abbiano sondato informalmente una disponibilità di Varsavia. Che è stata evidentemente negata.La spiegazione del ministro della Difesa A confermare l’orientamento di Varsavia è stato il ministro della Difesa Władysław Kosiniak-Kamysz. «Le nostre batterie Patriot e i loro armamenti sono usati per proteggere lo spazio aereo polacco e il fianco orientale della Nato. Nulla sta cambiando a questo proposito, e non abbiamo piani di spostarle da nessuna parte!», ha scritto su X il ministro di Donald Tusk. Avendo cura – tanto quanto nelle stesse ore il suo collega italiano Guido Crosetto – di non infierire sulla delicata relazione con gli Usa: «I nostri alleati sono ben consapevoli e capiscono l’importanza delle nostre azioni qui (relative alla protezione del fianco Est della Nato, ndr)» e comunque «la sicurezza della Polonia è una priorità assoluta». Secondo fonti militari sentite da Politico, di fronte alla selva di droni e missili lanciate tanto dalla Russia quanto dall’Iran gli Stati Uniti avrebbero sondato negli ultimi giorni tutti i principali alleati Nato per reperire altre batterie di difesa aerea. Insomma, «non c’è stata alcuna pressione speciale sulla Polonia». Resta il fatto che da Varsavia, dopo altre capitali europee, è arrivata una risposta pubblica molto netta. March 31, 2026 Perché la Polonia ha detto di no agli Usa Il no polacco risuona specie se si considera quanto tradizionalmente sia solido l’asse con Washington di Varsavia, che svetta tra gli europei per impegno militare, con investimenti pari al 4,3% del Pil (2025). E se è vero che sul piano politico il premier di centrodestra Donald Tusk ha preso da tempo decisamente le distanze dal suo omonimo Trump rispetto ai suoi predecessori, il partito Diritto e giustizia (Pis) che ha governato dal 2017 al 2023, anche i sovranisti hanno messo in chiaro che in questo caso avrebbero agito nello stesso identico modo. «La Polonia non dovrebbe approvare cose del genere», ha commentato l’ex ministro della Difesa del Pis Mariusz Błaszczak. La ragione è presto detta: la Polonia può contare al momento su due soli sistemi Patriot, dotato ciascuno di 16 lanciatori, e non può pensare di farne a meno di fronte alle minacce militari russe: all’Ucraina, e non solo. In copertina: Il premier polacco Donald Tusk interviene alla cerimonia di firma di un accordo di logistica militare con gli Usa – Sochaczew (Polonia), 31 marzo 2025 (Ansa-Epa / Marcin Obara)L'articolo Dopo Spagna e Italia anche la Polonia stoppa gli Usa: «Batterie anti-missile nel Golfo? No, servono qui» proviene da Open.