Ora c’è il sospetto che la donna di 50 anni e la figlia di 15 anni morte a Campobasso a fine dicembre siano state avvelenate

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L'ospedale Cardarelli di Campobasso, 28 dicembre 2025 (ANSA/Lino Venditti)La procura di Larino, in provincia di Campobasso, ha aperto un’indagine per duplice omicidio premeditato per la morte di una donna di 50 anni e della figlia di 15 anni avvenuta all’ospedale Cardarelli di Campobasso a fine dicembre. Inizialmente si era pensato che fossero morte a causa di un’intossicazione alimentare: ora l’ipotesi di chi indaga è che siano state avvelenate a casa loro con la ricina, una sostanza molto tossica e potenzialmente letale estratta dai semi di ricino. La donna e la ragazza sarebbero state avvelenate a casa loro a Pietracatella, un piccolo comune a trenta chilometri da Campobasso. Al momento non ci sarebbero persone indagate.Tra il 24 e il 26 dicembre la donna e la ragazza erano state in pronto soccorso mostrando sintomi di malessere, ma erano poi state dimesse. Nei giorni successivi erano state ricoverate, ed erano infine morte in ospedale. Era stato ricoverato anche il marito della donna e padre della ragazza, che però poi si era sentito meglio. L’altra figlia, di 18 anni, non era invece stata male: si pensa perché non era presente a una delle cene di famiglia nei giorni di Natale. La procura di Campobasso aveva quindi indagato in un primo momento sui medici del pronto soccorso a cui si erano rivolte la donna e la figlia 15enne, ipotizzando che fossero stati commessi degli errori in ospedale.I primi esami sugli alimenti consumati dalla famiglia non avevano riscontrato niente di anomalo, e neanche dalle autopsie era emersa una causa certa delle morti. In seguito sono stati fatti altri esami tossicologici sia in Italia che all’estero, che hanno consentito alla procura di Larino, che nel frattempo ha preso in carico l’indagine, di formulare la nuova ipotesi di reato.Tag: campobassoConsigliati