AGI - L'Ungheria ha cospirato con Mosca per rimuovere dalla lista delle sanzioni Ue oligarchi, aziende e banche russe. È quanto emerge dalle trascrizioni e le registrazioni audio delle telefonate tra il ministro degli Esteri ungherese Peter Szijjarto e il ministro degli Esteri russo Sergey Lavrov riportate da The Insider e dai suoi partner investigativi.Il passaggio di informazioni tra Mosca e BudapestSecondo la testata online specializzata in giornalismo investigativo, Budapest forniva a Mosca informazioni strategiche su questioni cruciali dell'UE: Szijjarto agiva per conto del Cremlino, anche esercitando pressioni per la rimozione di oligarchi sanzionati dalle liste nere dell'UE, tra cui la sorella dell'oligarca russo Alisher Usmanov, scrive The Insider.Il 'piano' di Mosca anti sanzioni In un'altra conversazione, con il viceministro dell'Energia russo, Szijjarto afferma di star facendo del suo meglio per bloccare un pacchetto di sanzioni dell'UE e si offre per tentare di salvare entità russe dalle sanzioni, aggiungendo che anche il governo slovacco stava contribuendo allo sforzo coordinato russo-ungherese.I colloqui telefonici tra i ministri di Mosca e di Budapest In una telefonata, il ministro russo Lavrov chiama il ministro ungherese "su richiesta di Alisher" per chiedere se è possibile fare qualcosa per la sorella. Szijjarto risponde che "insieme agli slovacchi stiamo presentando una proposta all'Unione Europea per la sua rimozione dalla lista" delle persone sanzionate dalla UE. "La presenteremo la prossima settimana e, dato che sta per iniziare il nuovo periodo di revisione, verrà inserita all'ordine del giorno e faremo del nostro meglio per ottenerne la rimozione". Lavrov esprime il suo apprezzamento per il sostegno di Szijjarto.Il pressing dell'Ungheria per aiutare Mosca Gli sforzi di Szijjarto per far rimuovere la sorella di Usmanov, Gulbakhor Ismailova, dalla lista delle sanzioni UE "non sono stati l'unico caso in cui il ministro ungherese ha lavorato per allentare le sanzioni economiche nei confronti di personalità russe. Ismailova è stata rimossa dalla lista insieme all'imprenditore di Mosca Viatcheslav Moshe Kantor e al ministro dello sport russo, Mikhail Degtyaryov.La decisione è arrivata dopo che Ungheria e Slovacchia avevano minacciato di bloccare la proroga di sei mesi delle sanzioni UE", secondo quanto pubblicato da The Insider e dal consorzio di giornalisti. Ismailova Usmanov, una delle due sorelle di Usmanov, è stata sanzionata da Regno Unito, Stati Uniti, Ucraina ed Estonia. Tallinn l'ha nuovamente sanzionata dopo che era stata rimossa dalla lista UE."L'Ungheria ha agito segretamente per conto di Mosca" Gli aiuti a Ismailova e Usmanov "non sono l'unico caso in cui l'Ungheria ha agito segretamente per conto del Cremlino a Bruxelles", prosegue il reportage del consorzio di testate che ha "ottenuto del materiale relativo a una conversazione separata in cui Szijjarto ha riferito a un altro alto funzionario russo, il viceministro dell'Energia Pavel Sorokin, di star facendo del suo meglio per "abrogare" un cruciale pacchetto di sanzioni dell'UE mirato alla flotta ombra russa di petroliere sotto falsa bandiera, il mezzo con cui Mosca elude le sanzioni energetiche occidentali".Trascrizioni e registrazioni audio Le trascrizioni e le registrazioni audio delle telefonate tra Lavrov e Szijjarto, così come quelle di Szijjarto con altri funzionari del governo russo, sono state ottenute e confermate da un consorzio di testate giornalistiche investigative composto da VSquare, FRONTSTORY, Delfi Estonia, The Insider e dal Centro investigativo di Ján Kuciak (ICJK).Il ministro ungherese: "Budapest sarà sempre contro le sanzioni alla Russia" "È risaputo da tempo che i servizi segreti stranieri, con la complicità di giornalisti ungheresi, intercettano le mie telefonate. Oggi hanno fatto una nuova "scoperta clamorosa": hanno dimostrato che in pubblico dico le stesse cose che dico al telefono. Ottimo lavoro!". Lo scrive sui social il ministro degli Esteri ungherese, Péter Szijjártó, dopo che un consorzio di giornali indipendenti ha pubblicato le trascrizioni delle sue telefonate con il ministro degli Esteri russo, Sergei Lavrov e con il ministro russo dell'Energia, che confermano come Budapest favorì il Cremlino per eliminare dalle liste delle sanzioni UE una serie di personalità, società e banche russe."Da quattro anni sosteniamo che le sanzioni sono un fallimento e che causano più danni all'UE che alla Russia - scrive Szijjártó - L'Ungheria non accetterà mai di sanzionare individui o aziende essenziali per la nostra sicurezza energetica, per il raggiungimento della pace, o coloro che non hanno alcun motivo di essere inseriti in una lista di sanzioni".Tuttavia, conclude Szijjártó "l'elenco delle intercettazioni non è completo. Ho inoltre consultato regolarmente i ministri degli esteri di diversi paesi extra-Ue su questioni relative alle sanzioni".