“Non viviamo più, siamo in un incubo continuo, vi prego, aiutatemi a ritrovarla”: l’appello della madre di Pamela Genini dopo il trafugamento del corpo

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A giorni dai fatti, resta senza risposta la vicenda della profanazione della tomba di Pamela Genini, la donna uccisa il 14 ottobre scorso dall’ex compagno Gianluca Soncin. Durante le operazioni di traslazione della salma dal loculo provvisorio alla cappella di famiglia, nel cimitero di Strozza, era emerso che il sepolcro sarebbe stato violato e che al corpo sarebbe stata tagliata e asportata la testa. Sul caso, mentre le indagini proseguono, si è fatta sentire la madre della vittima, Una Smirnova, che in un’intervista a “Dentro la Notizia” ha lanciato un nuovo appello.“Un dolore che non lascia vivere me e i miei familiari. Vi prego, aiutatemi a ritrovarla. Perché non possiamo più andare avanti così, non ce la facciamo più. L’unica mia speranza è che le indagini si accelerino e troverò mia figlia perché noi non viviamo più. Vi ripeto, non possiamo più andare avanti così perché non abbiamo più le forze di aspettare. Stiamo vivendo in un incubo continuo. È un dramma sopra l’altro. Non viviamo più, io non riesco, non so come faccio ad andare avanti senza poter seppellire mia figlia”.La richiesta è che si arrivi rapidamente a una svolta nelle indagini e che qualcuno possa fornire elementi utili: “Il nostro desiderio più grande adesso in questa Settimana Santa, prima della Pasqua, è che quell’essere oppure quelle più persone facciano svegliare la loro coscienza e ci aiutino a ritrovarla. Che Dio li perdoni nella loro ignoranza. L’unica mia speranza è che spunti fuori qualcosa, che qualcuno parli, qualcuno che ha visto qualcosa. E insomma che quella persona lì che ha fatto questo gesto terribile si penta. Non lo so se si può pentire”.L’indagine della Procura di BergamoLa profanazione risale ai giorni precedenti al trasferimento della salma nel cimitero di Strozza, nel Bergamasco, dove Pamela Genini era cresciuta. L’anomalia è emersa proprio durante le operazioni di spostamento del feretro verso la cappella di famiglia: in quel momento si sarebbe scoperto che il corpo era stato sottratto e mutilato. La Procura di Bergamo ha quindi aperto un fascicolo contro ignoti per vilipendio di cadavere e furto, disponendo il sequestro dei resti e affidando le indagini ai carabinieri della compagnia di Zogno e del comando provinciale. Gli inquirenti sono al lavoro per risalire ai responsabili e chiarire le ragioni del gesto: il reato contestato rientra nell’articolo 411 del codice penale, che prevede pene da due a sette anni di reclusione, con un aggravamento nel caso in cui i fatti avvengano all’interno di un cimitero.L'articolo “Non viviamo più, siamo in un incubo continuo, vi prego, aiutatemi a ritrovarla”: l’appello della madre di Pamela Genini dopo il trafugamento del corpo proviene da Il Fatto Quotidiano.