TIVOLI - Troppi “like” su Instagram, tenta di uccidere la compagna: 8 anni di galera

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A mandarlo su tutte le furie sarebbe stato un video postato su Instagram in cui lei correva e i seni ballonzolavano: una situazione che avrebbe scatenato commenti, qualche battuta e tanti like.Troppi.Almeno per il compagno che ha deciso di punirla a suon di pugni e calci in testa.Per questo mercoledì 25 febbraio il Tribunale di Tivoli ha condannato in primo grado a 8 anni e 2 mesi di reclusione G. B., 40enne disoccupato italiano di Vicovaro, per tentato omicidio/femminicidio, lesioni personali aggravate, atti persecutori, violenza privata e violazione di domicilio ai danni della compagna (CLICCA E LEGGI L’ARTICOLO DI TIBURNO).La giudice per l’udienza preliminare Sabina Lencioni ha condiviso la ricostruzione della pubblico ministero Arianna Armanini riconoscendo la colpevolezza dell’uomo arrestato il 19 giugno 2025 dagli agenti del Commissariato di Tivoli.Secondo quanto ricostruito dalla Squadra Anticrimine-Sezione Codice Rosso-Violenza di Genere, nella notte tra giovedì 12 e venerdì 13 giugno 2025 il disoccupato 40enne – già noto in passato per aggressione e rissa – l’aveva contattata telefonicamente per minacciarla di morte.Quindi aveva raggiunto l’abitazione della compagna e si era introdotto attraverso una finestra colpendola con pugni e calci.Non soddisfatto, la trascinò fuori dall’abitazione, perché doveva “completare l’opera….stasera devo finire quello che c’è da finire altrimenti ho buttato due anni”.A quel punto, la vittima aveva cercato di mettersi in salvo ma lui l’aveva afferrata con violenza cercando di portarla via verso la sua auto.Le urla attirarono l’attenzione di una vicina e soltanto allora l’uomo aveva desistito, non prima di aver minacciato entrambe di ritorsioni se avessero chiamato le Forze dell’Ordine.“stai attenta a te se chiami i Carabinieri, perché se mi fai arrestare io metto una tacca a ogni giorno di galera che mi faccio e quando esco sono cazzi tuoi”, avrebbe inveito l’uomo rimanendo sul posto per circa mezz’ora.Venerdì mattina 13 giugno 2025 la donna fu accompagnata al pronto soccorso dell’ospedale “San Giovanni Evangelista” di Tivoli, lamentando un forte mal di testa senza dare ulteriori spiegazioni.Ma i lividi, le ecchimosi e il gonfiore sul volto della donna non lasciavano spazio a dubbi, per questo i sanitari avevano immediatamente attivato il Codice Rosa, procedura dedicata a casi di violenza di genere, contattando la Polizia.Sul posto era intervenuta una volante e, dopo qualche titubanza, la vittima aveva vinto la paura e raccontato di essere stata aggredita dal suo compagno.Martedì 17 giugno 2025, davanti agli investigatori della Sezione Codice Rosso-Violenza di Genere, la donna spiegò anche i motivi del pestaggio subito: i troppi “like” ricevuti su Instagram.Ad alimentare la rabbia repressa del 40enne sarebbero state le immagini di una passeggiata con amici postate dalla giovane sul suo profilo: un dettaglio che evidenzia un controllo ossessivo e aggressivo e un possesso patologico.Nei racconti della donna emersero comportamenti di controllo e violenza continue, iniziati ben prima del pestaggio.L’uomo fu descritto come ossessionato, aggressivo e avvezzo alle minacce di morte, a tal punto da costringerla a limitare rapporti sociali e spostamenti.La donna spiegò inoltre che più volte aveva tentato di interrompere la loro relazione, ma che non vi era mai riuscita per la resistenza dell’uomo che proseguiva nel suo controllo ossessivo.Dopo la denuncia sporta martedì 17 giugno 2025, la vittima decise di rientrare in casa e, in considerazione dell’evidente rischio per la sua incolumità, l’abitazione fu sorvegliata dal personale della Polizia di Stato almeno fino all’emissione di un provvedimento restrittivo da parte dell’Autorità Giudiziaria.Così mercoledì pomeriggio 18 giugno alle ore 16:30 il Pubblico Ministero depositò la richiesta di misura cautelare e, nella prima mattina di giovedì 19 giugno, il Gip del Tribunale di Tivoli emise l’ordinanza di applicazione della custodia cautelare in carcere.In un comunicato stampa la Procura evidenziò che il Giudice aveva deciso di applicare la misura di massimo rigore del carcere anche per “l’incapacità di autocontrollo” dell’indagato “il quale dimostra di portare avanti senza sosta il suo disegno vessatorio nei confronti della compagna, animato …dalla sua concezione della compagna quale oggetto di sua proprietà”.L'articolo TIVOLI - Troppi “like” su Instagram, tenta di uccidere la compagna: 8 anni di galera proviene da Tiburno Tv.