Segnaletica agevolata e negozi “friendly” ‘per l’autismo: il Piemonte insegna (e impara) l’inclusione

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Da  piemontese doc, con  un certo orgoglio, oggi parlo di due progettualità realizzate nella mia Regione, l’”Adozione di cartellonistica con lettura agevolata e Comunicazione Aumentativa Alternativa CAA” promossa a Alessandria, e “Sold Aut” nata a Torino, e successivamente replicata in alcune altre cittadine delle Provincia stessa; entrambe dimostrano  una particolare attenzione diffusa sul territorio, nei confronti  dell’accessibilità e dell’inclusione delle persone con disabilità.Alcuni giorni fa, il Servizio Inclusive Manager del Comune di Alessandria ha dato il via l’”Adozione di cartellonistica con lettura agevolata e Comunicazione Aumentativa Alternativa CAA”, progetto pilota  per la promozione dell’accessibilità universale: in alcuni uffici comunali di particolare importanza è stata installata una nuova segnaletica, concepita in base ai principi del Design for All, affinché sia chiara, comprensibile e fruibile da tutti i cittadini, compresi quelli con disabilità. Si vuole dare a chiunque la possibilità di muoversi in modo autonomo all’interno degli stessi uffici. La segnaletica non è stata ideata come un semplice strumento di indicazione, ma un mezzo di inclusione attiva, in grado di far fronte alle esigenze particolari dei cittadini stranieri, con disabilità visiva, o con difficoltà nella comprensione delle informazioni.“La CAA è una forma di comunicazione che affianca o sostituisce il  linguaggio verbale con simboli, immagini e parole semplificate – dichiara Roberta Cazzullo, Assessora alle Politiche Sociali – È pensata per facilitare l’accesso all’informazione da parte di persone con disabilità intellettiva, disturbo dello spettro autistico e dislessia. Questo progetto rappresenta un passo concreto verso una Città più inclusiva e a misura di persona. Garantire una comunicazione accessibile significa tutelare un diritto essenziale, riconosciuto non solo dalla nostra Costituzione, ma anche dall’articolo 21 della Convenzione ONU sui Diritti delle persone con disabilità, ratificata poi dall’Italia con la legge 18 del 2009. Ed è, in tutto e per tutto un segnale di civiltà”.Il progetto l’”Adozione di cartellonistica con lettura agevolata e Comunicazione Aumentativa Alternativa CAA” è stato realizzato  da  alcuni uffici comunali in collaborazione con il Centro Studi ARASAAC.Nel 2004, all’interno della Circoscrizione 4 del Comune di Torino è sorto “Sold Aut”, progettualità finalizzata a far diventare le  attività commerciali luoghi, dove ogni giorno si tessano relazioni e dialoghi, rafforzando il tessuto sociale. In particolare, mira a promuovere una cultura diffusa della sensibilità, adottando pratiche che rendono gli ambienti il più possibile accoglienti, rispettosi e consapevoli. A livello pratico, ciò significa costruire  una comunità inclusiva, in  grado di rispondere ai bisogni di tutte le persone,  comprese quelle con spettro autistico. In tale ottica,  l’inclusione non viene promossa solo nei servizi specialistici e dedicati, ma dove le persone si recano ogni giorno: bar, panetteria, libreria, parrucchiere, negozio di abbigliamento.Il progetto si articola in due parti, la prima riguarda formazione, finalizzata a dare agli esercenti sensibilità e competenza per accogliere e soddisfare i clienti con bisogni specifici, come, lo spettro autistico; nello stesso tempo, si attiva una rete digital in cui le attività commerciali aderenti a “Sold Aut” possono “raccontarsi” e rendere nota questa loro particolare attenzione.Attualmente  la progettualità si sta concretizzando a livello provinciale, sono già coinvolti i territori di Torino, Settimo Torinese,  Gassino Torinese e altri Comuni hanno già dimostrato molto interesse.  L’obbiettivo prossimo è quello di estenderlo, sia a livello regionale, sia nazionale.“Sold Aut si caratterizza per la sua semplicità operativa e per l’elevata replicabilità – dichiara Gianluca Carangiu coordinatore del progetto – il modello può essere applicato a qualsiasi contesto commerciale in cui la relazione con il cliente rappresenti un elemento centrale, rendendolo uno strumento potenzialmente scalabile su diversi territori”.