Caso Trescore: la colpa è una bella donna che nessuno vuole!

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Hanno ragione i docenti italiani: ma quale empatia? Perché formarsi sulle nuove forme di comunicazione? Sul conflitto? Già ci obbligano a fare i corsi sulla sicurezza, a sapere quanto dev’essere larga la porta della classe e cosa contiene un estintore; a fare i corsi sul primo soccorso, sulla privacy, sulle nuove indicazioni nazionali, su come stendere un Pei, un Pdp e un Ptof. Basta corsi!Hanno ragione i genitori: maestri e professori di oggi non scrivono più sul diario ma solo sul registro elettronico e poi c’è chi da troppi compiti, chi ne da pochi e chi li da persino facoltativi. Può essere mai? Questi insegnanti che non sanno più essere autorevoli e si lasciano accoltellare così!Hanno ragione gli psichiatri: con questo maledetto Covid i ragazzi son deliranti, usano le armi bianchi, hanno una visione distorta. E poi, adoperano i social, il telefonino! E persino l’intelligenza artificiale: son dei criminali!Ha ragione pure Barbara Berlusconi (da quando la figlia di un leader del passato è consultata come fosse una pedagogista o la Crepet di turno?) che su La Stampa di venerdì ci svela che “il segnale più preoccupante è la perdita di dialogo”. Un concetto che devo aver già sentito da tal Francesco Alberoni.Comunque, hanno ragione anche quelli del Pd: “Soltanto annunci e zero interventi”.E, infine, ha ragione anche il ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara che per dimostrare l’efficacia della sua azione di vietare i telefonini ci ha comunicato che il 90% delle scuole ha già inserito nei propri atti il divieto. Ecco, è fatta. Ora siamo più tranquilli.Ops, mi scappava un particolare. Hanno ragione anche gli inquirenti perché per il 13enne che ha aggredito la professoressa filmando il tutto con Instagram “resta da chiarire come il minorenne abbia potuto accedere al social, che prevede un’età minima d’accesso di 14 anni”.Ora, vorrete scusarmi, ma da insegnante di scuola primaria sono costretto a svelarvi alcune cose che vi scandalizzeranno. La prima: quasi tutti i miei alunni a nove o dieci anni hanno Tik Tok e Instagram. Indaghiamo tutti? La seconda: è vero il 90% delle scuole ha già inserito nei propri atti il divieto al cellulare ma molti dei miei allievi – su indicazione dei genitori – lo portano nella tasca del giubbetto. Effetto ottenuto: non lo usano a scuola! La terza: so che potrà farvi molto male ma la maggioranza dei bambini di dieci anni sa cos’è l’AI e la usa. Anzi, vi dirò di più: quei “delinquenti” della St Louis School di Milano dove vanno i figli dei ricchi hanno deciso di sperimentare la didattica con l’AI. Così accadrà come per l’inglese: i figli dei borghesi degli anni Settanta lo sanno, gli altri son rimasti al francese.La quarta: molti adolescenti (magari l’ha fatto anche il ragazzo di Trescore) adoperano l’AI come psicologa. Nessuno che si sia concentrato sul contenuto della lettera di quel 13enne che senza dubbi ha usato in maniera incosciente il terribile strumento della violenza per esprimere nel peggiore dei modi un’emozione. Un paio di frasi: “La goccia che ha fatto traboccare il vaso e mi ha spinto a prendere questa decisione radicale è stata la mia diagnosi di ADHD. Ho difficoltà di attenzione, è un dato di fatto, eppure, quando mi è stato chiesto di fare un test sul mio comportamento, la mia insegnante mi ha dato punteggi bassi per quanto riguarda la distrazione, ma non esita a farmelo notare in classe, e questo mi fa solo arrabbiare”. Vogliamo riflettere su queste parole?Un’altra: “Quando sono stato preso a pugni da un ragazzino magrolino non ho reagito, gli insegnanti non se ne sono nemmeno accorti, ed erano due, ho dovuto andare da loro e raccontare cosa era successo, e questo evidenzia quanto la scuola stia fallendo. Quando la mia insegnante di francese ha avuto l’audacia di dire che me lo meritavo, il preside non ha fatto nulla, è rimasta impunita per una cosa così grave”. Vero? Non vero?Mi dispiace ma al gioco di schierarsi dalla parte della professoressa o dell’alunno io non ci sto perché leggendo un articolo di Nicolò Zancan esce una frase riferita alla docente che non mi ha lasciato in pace: “Una che se non hai i fazzoletti e ti soffi il naso con le mani ti manda a lavare la faccia in bagno e ti mette una nota”. Vero? Non lo so. Io so che se mi accade trovo un fazzoletto e lo porgo senza dare una nota.In questo strano Paese la Scuola è quello strano posto dove se non ammazzano il professore, i docenti sono ritenuti degli idioti ma se li uccidono diventano santi. Ciò che conta è che nessun adulto abbia colpa. Facciamo una scommessa? La professoressa sarà presto premiata dal Presidente della Repubblica. Tutto normale!L'articolo Caso Trescore: la colpa è una bella donna che nessuno vuole! proviene da Il Fatto Quotidiano.