Blanco: “Mai subito il peso del successo perché è uno zaino che non ho mai voluto indossare. Amarmi è complicato perché cambio idea sempre. Sono scaramantico, saluto sempre al balconcino”

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Blanco è così, senza filtri, dall’inizio alla fine dell’intervista. Ti accoglie con una stretta di mano e un sorriso, sgattaiola fuori dal balcone dello studio del suo manager (in fondo all’intervista capirete perché), ti scruta, capisce se può fidarsi. Proprio come un gatto. E se questo accade, il gioco è fatto. L’artista torna con l’album più bello del suo percorso artistico “Ma’”, dove si espone come non mai. Il lavoro è stato fatto con il main producer Michelangelo e i produttori Federico Nardelli, Parisi, Simonetta e Zazu.Il disco mostra le sue fragilità, ma anche la sua forza, il dolore (necessario) per crescere mentre la sua scrittura è ispirata e vibrante. Si parla di alti e bassi, di studio, di crescita per un ragazzo che a 18 anni ha vinto al Festival di Sanremo con Mahmood con “Brividi”, poi è stato travolto dalle polemiche (molte delle quali eccessivamente feroci, senza possibilità di appello) su quello stesso palco solo dopo un anno per aver preso a calci parte delle rose che facevano da contorno al suo singolo “L’Isola delle rose”. Un problema tecnico gestito di “pancia” e le scuse sentite dopo il “fattaccio”. Lo stadio di San Siro, ma forse tutto era diventato ingestibile. L’album “Innamorato”, uscito nel 2023, è l’ultimo che ha inciso. Piano piano poi ha rotto il silenzio con “Piangere a 90”, “Maledetta Rabbia”, “Anche a vent’anni si muore”, ha scritto l’intensa e bella “La cura per me” per Giorgia e ora è uscito il nuovo singolo “Ricordi” con un’altra Big della musica italiana, Elisa.Ora con “Ma’” Blanco ha ripreso in mano la sua vita, si sta preparando per il primo tour nei palazzetti – al via da Jesolo il 14 aprile – e sì, sorride ancora. Per fortuna.In copertina ci sei tu piccolino con tua madre Paola, alla quale dedichi anche l’intensa “Ma’”. Come nasce la dedica?È nato tutto per caso perché ero in studio a lavorare. Ci siamo sentiti al telefono e ho litigato con lei.Perché?Nemmeno me lo ricordo (sorride, ndr)Poi cosa è accaduto?Ho ripreso a lavorare al brano che avevo in ballo. Un mio amico mi ha suggerito: ‘perché non fai la canzone su tua mamma, visto che avete litigato?’. Così è nato tutto.“Ti voglio bene uomo” è un dialogo con te stesso e dici “cosa davvero vorrei. Dove infine poi sono”. Dove sei ora?Dove appunto volevo essere. È stata una crescita normale perché di questo parliamo di una crescita normale. Però c’è voluto anche tanto impegno nel senso che sono contento oggi, però sono già proiettato avanti perché voglio fare altre cose. Sto già pensando al futuro ed è molto importante per me.Però la tua crescita non è stata proprio normale. Hai conosciuto il successo a soli 18 anni, quanto ti è pesato?Dico sempre la verità e posso dirti che non ho mai avvertito il peso del successo sulle mie spalle. Così come anche non ho mai voluto caricarmi sulle spalle lo zaino del successo.Come ci sei riuscito?Ho semplicemente sempre fatto quello che volevo fare, cioè musica. Poi di quello che dicevano gli altri francamente… A me basta solo fare le cose in modo puro, vero, andando all’essenza. Per questo la prima cosa che faccio, in ogni cosa, è essere sempre sincero con me stesso. Per me è importantissimo.In che misura?Perché so che se sono sincero con me stesso poi tutto quello che faccio, la mia musica, arriva agli altri. Se mi emoziono io, allora accade anche a chi mi ascolta.“Perché è così complicato amarmi”, dici in “Ma’”. Ce lo spieghi?Perché me l’hanno detto (ride, ndr).Un minimo di autocritica?Ma io sono molto autocritico con me stesso! (sorride, ndr) Mi piace essere piacevole con gli altri, non è che sono stro**o. Magari è complicato amarmi, perché cambio idea sempre e subito. 
Credo che essere troppo sicuri di qualcosa, in realtà, sia un errore. Mi piace lasciare andare, non c’è mai una risposta definitiva. Mi faccio dei viaggi mentali tutti miei e capisco che gli altri facciano fatica a comprendere.Cosa vuoi da te stesso?
Evolvermi sempre, come già faccio, cambiare, quando il cambiamento è positivo (scatta un gesto di scongiuri, ndr).Perché fai gli scongiuri? Sei scaramantico?Sì. Faccio mille cose che sembrano strane. Come ad esempio, prima ti ho salutato fuori dalla finestra. Prima di andare a dormire da piccolo, sempre spegnevo la luce tre volte, chiudevo la porta tre volte, guardavo tre volte dietro la chitarra, mettevo le mani sotto il cuscino due volt. Robe da pazzi (ride ndr).Anche oggi fai le stesse cose?
No, adesso di meno, ma i baci fuori dalla finestra sono rimasti! (ride, ndr). Credo nell’energia e sono affascinato da questi argomenti. Ad esempio, la sera apro finestra chiudo gli occhi e respiro perché respirare mi fa venire in mente delle immagini dei ricordi, che ho lasciato non so da qualche parte. E poi riesco a percepire dei colori. Quindi la sera butto fuori tutto questo e cerco di far sì che qualcuno prenda una parte di tutto questo, anche solo un colore.Posso indovinare il tuo colore?Certo.Giallo.Mi sento proprio così, con un po’ di arancione aggiungo. Ma non ho detto giallo-rosso eh (ride, il riferimento è alla sua squadra del cuore, la Roma, ndr)In “Ricordi” c’è una immagine cinematografica: “Il tuo letto è una brace. Sopra il tuo corpo cuoce. Entri dalla finestra. Insieme ai raggi del sole”. Chi o cosa ti ha ispirato?
Era un brano che avevamo iniziato a Londra con dei produttori incredibili. A loro mancava di brutto l’Italia ed eravamo proprio in un loop perché pioveva fuori. E io avevo questa immagine che mi girava per la testa che, in realtà, era una situazione che avevo vissuto. Quelle frasi sono nate dalla mancanza della mia terra. È un po’ vampiresca un po’ sono delle sfaccettature diverse sia dark che solari.In “Los Angeles” canti “ci si addormenta solo se c’è rumore”. Come ci riesci?A questa età (23 anni, ndr) ci si addormenta pure col rumore e capisco che è una contraddizione perché ho vissuto in un posto dove c’è silenzio e, forse, è per quello. Io sto bene nel caos, anzi a volte lo cerco pure. Ma quando una persona cresce, invece, cerca la tranquillità.Quindi come ami dormire, nello specifico?Mi fa star bene dormire anche in un posto dove so che fuori c’è gente che sta festeggiando perché comunque sento vita, sento che ci sono persone che stanno facendo cose che amano. Mi piace molto anche mettermi alla finestra, succede anche fuori dall’Italia a New York ad esempio, sulle strade che sono piene di vita.E cosa fai in quel momento?Osservo. Anche a tarda notte c’è sempre qualcuno che comunque sta facendo qualcosa e in quel momento mi faccio i viaggi mentali.Nei tuoi concerti sei molto “fisico”, da dove nasce questa esigenza?A me piace il contatto fisico, mi piace condividere un momento così, soprattutto perché pieno di gioia. Mi piace avere un contatto anche nei momenti di tristezza perché è più facile scambiarsi le energie. O anche guardarsi dritto negli occhi.Come sarà il tuo tour che inizierà a breve?Diverso, infatti, sono molto curioso di vedere come reagirà il pubblico. Sono gasato anche dall’idea di provare i palazzetti, perché non so mai cosa aspettarmi ed è anche uno stimolo nuovo. L’importante è che ci divertiamo tutti, voglio far uscire la gente contenta, così come sarò contento anche io.Sai che sei il terrore degli addetti alla sicurezza dei concerti?Addirittura (ride, ndr)Saltelli da una parte all’altra, ti aggrappi alle strutture e ti lanci sul pubblico. Da dove nasce questa energia?Dalla voglia di contatto fisico che per me è importante. Ce l’ho con gli amici e quando vedo la gente che mi segue e che apprezza quello che faccio, voglio condividere con loro – in quel momento – proprio tutto.Tornando indietro al Sanremo 2023, daresti ancora i calci alle rose sul palco? 
Vedo un ragazzo di 20 anni che era a disagio per un errore. Non so cosa fare, non so come dire, però l’ho capito cosa è accaduto in quel momento, cioè non mi sembra di aver fatto nulla di veramente grave. Ovviamente mi spiace perché diventando più grande capisco che è una tradizione quella dei fiori di Sanremo. E mi spiace di aver sfogato questa cosa su dei fiori. Forse sarebbe stato meglio sfogarmi su una persona. Scherzo eh (scoppia a ridere, ndr).Una curiosità: oggi 2 aprile, giorno prima dell’uscita, Blanco intraprenderà un cammino di 11 ore da Cisano fino a casa della madre, a Calvagese della Riviera, per consegnarle personalmente il disco a lei dedicato. Cuore di mamma, è proprio il caso di dirlo.L'articolo Blanco: “Mai subito il peso del successo perché è uno zaino che non ho mai voluto indossare. Amarmi è complicato perché cambio idea sempre. Sono scaramantico, saluto sempre al balconcino” proviene da Il Fatto Quotidiano.