di Enrico Oliari –Le tensioni internazionali tornano a salire mentre gli Stati Uniti guidati da Donald Trump rilanciano una linea dura sul Medio Oriente e mettono in discussione uno dei pilastri storici dell’Occidente: la NATO. In un’intervista al The Telegraph, il presidente statunitense ha dichiarato di stare “seriamente valutando” l’uscita dall’Alleanza Atlantica, aprendo uno scenario geopolitico inedito e potenzialmente destabilizzante.Il cuore dello scontro resta lo Stretto di Hormuz, snodo cruciale per il commercio globale di energia. Trump ha aggiornato le tempistiche sulla possibile fine del conflitto nella regione, ipotizzando una conclusione entro “due o tre settimane”, ma ha subordinato ogni ipotesi di cessate-il-fuoco alla riapertura completa dello stretto. “Ci penseremo quando sarà aperto, libero e sgombro”, ha dichiarato, minacciando altrimenti di “annientare l’Iran”. Parole che segnano un’escalation verbale significativa nei confronti di Teheran.La risposta iraniana non si è fatta attendere. Ebrahim Azizi, presidente della Commissione sicurezza nazionale del Parlamento iraniano, ha ribadito che lo stretto sarà riaperto solo per i Paesi che accetteranno le nuove regole imposte dalla Repubblica Islamica. Tra queste, l’introduzione di un pedaggio per le navi in transito, misura che segna un cambio radicale nella gestione della rotta marittima.Nel tentativo di contenere la crisi, il primo ministro britannico Keir Starmer ha annunciato la convocazione, entro la settimana, di un vertice con 35 Paesi per discutere la riapertura dello Stretto di Hormuz e garantire la sicurezza marittima. “Valuteremo tutte le misure diplomatiche e politiche praticabili”, ha dichiarato, sottolineando la necessità di assicurare la circolazione di beni vitali e la sicurezza degli equipaggi bloccati nella regione.Starmer ha anche risposto con fermezza alle dichiarazioni di Trump sulla NATO, definendola “l’alleanza militare più efficace mai esistita” e ribadendo l’impegno del Regno Unito al suo interno. Allo stesso tempo, ha chiarito che Londra non intende farsi trascinare direttamente nel conflitto mediorientale.Le parole di Trump riaprono il dibattito sul futuro della NATO, già messa alla prova negli ultimi anni da tensioni interne e divergenze strategiche. Il possibile disimpegno americano rappresenterebbe un punto di svolta storico, con conseguenze profonde per la sicurezza europea. In questo contesto, Starmer ha indicato una direzione chiara: rafforzare i legami con l’Europa, sia sul piano della difesa sia su quello economico. Un nuovo vertice con i partner dell’Unione Europea è già previsto nelle prossime settimane.Tra minacce militari, pressioni diplomatiche e nuove regole sul traffico marittimo, la crisi nello Stretto di Hormuz si configura come uno dei principali focolai di instabilità globale. Mentre Washington alza i toni e valuta scelte drastiche, l’Europa cerca una linea comune per evitare un’escalation che potrebbe avere ripercussioni e danni incalcolabili.