Meloni al lavoro su ‘fase 2’, da accise carburanti a Dfp

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Il rinnovo del taglio delle accise atteso domani in Consiglio dei ministri, il Documento di finanza pubblica (Dfp), la guerra in Iran con la delicata situazione legata allo Stretto di Hormuz, il maltempo che ha colpito il centro-sud Italia. Sono i dossier su cui si è concentrata oggi Giorgia Meloni, impegnata dopo il ko del referendum sulla giustizia a rilanciare l’azione del governo uscito a pezzi dal voto, tra dimissioni e fibrillazioni all’interno della maggioranza. Il vertice di maggioranza sul DfpLa premier – che in serata ha riunito a Chigi i vice Antonio Tajani e Matteo Salvini, il leader di Nm Maurizio Lupi e il titolare del Mef Giancarlo Giorgetti per affrontare il dossier Dfp – tra una settimana tornerà in Parlamento per l’informativa in cui illustrerà la road map dell’esecutivo per la parte finale della legislatura. Una ‘fase 2’ che sarà caratterizzata anche da nuovi innesti nella squadra di governo (c’è ancora da sostituire Daniela Santanché al Turismo e nominare un nuovo sottosegretario alla Giustizia dopo il passo indietro di Andrea Delmastro), col centrosinistra che tuttavia intende approfondire anche il nuovo caso che vede protagonista il ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi. All’indomani delle polemiche seguite all’intervista rilasciata al sito Money.it dalla giornalista Claudia Conte, che ha rivelato di avere una relazione con il ministro, il titolare del Viminale non ha modificato gli impegni in agenda lavorando regolarmente al dicastero. Secondo quanto filtra da fonti del ministero, però, Piantedosi ha dato mandato a un legale per denunciare chiunque, organi di informazione o esponenti politici, insinui che vi siano mai stati favoritismi, incarichi o agevolazioni a beneficio di Conte.Le opposizioni chiedono chiarimenti a PiantedosiA chiedere “chiarimenti” a Piantedosi sono i partiti dell’opposizione, col Pd che evidenzia come “il suo ruolo di ministro dell’Interno richiede comportamenti specchiati, senza limitazioni legate a questioni personali o rischi di ricatto”. “Non entriamo nelle questioni private, ma il ministro deve chiarire ogni elemento pubblico, a partire dagli incarichi legati a enti pubblici, aziende controllate dallo Stato e ruoli in Rai, che secondo quanto riportato dalla stampa sembrerebbero collegati alla relazione. Se confermato, sarebbe grave – spiega la deputata e responsabile giustizia dem, Debora Serracchiani -. Piantedosi non può trincerarsi nel silenzio: ne va della credibilità del suo ruolo e delle istituzioni”. Sul tema Angelo Bonelli ha annunciato di aver presentato un’interrogazione parlamentare a Meloni, perché “Piantedosi non può rispondere in quanto direttamente coinvolto”, per sapere “quanti siano gli incarichi, in varie forme, conferiti a Claudia Conte nella pubblica amministrazione e in Rai e sulla base di quali criteri e competenze siano stati assegnati”. Anche per il M5s “bisogna capire se sono state consulenze a una persona che aveva una relazione con il ministro dell’Interno”. “Qui si parla di soldi pubblici e di incarichi che non possono essere legati a una vicinanza – sottolinea il deputato Francesco Silvestri -. Se sono state date consulenze, come per il caso Boccia, qui non è per niente un fatto di cronaca rosa, è un fatto politico”. Dello stesso avviso anche il segretario di +Europa, Riccardo Magi: “E’ evidente che la vicenda che riguarda Piantedosi è un caso politico”.La replica di Fratelli d’ItaliaA rispondere alle richieste della minoranza è il responsabile organizzazione di FdI, Giovanni Donzelli. “Solo una sinistra disperata può attaccarsi al gossip. Credo che obbiettivamente sia il tentativo disperato di provare a complicare la vita alla Nazione in un momento in cui il governo è ben concentrato a fare gli interessi degli italiani”, dichiara prima di aggiungere: “Piantedosi non ha niente da nascondere, fa benissimo il ministro degli Interni e ha la massima fiducia di FdI”. Fiducia che Meloni, secondo quanto filtra da palazzo Chigi, ha rinnovato ieri nell’incontro andato in scena nelle sede del governo. Negli incontri di oggi, invece, la premier si è concentrata sul tema legato al caro-carburanti, sulla crisi in Iran e sul maltempo. In mattinata ha sentito il ministro per la Protezione civile Nello Musumeci e il capo del dipartimento della Protezione civile Fabio Ciciliano per fare il punto sull’emergenza che ha colpito il centro-sud Italia. Nell’agenda della premier, poi, una riunione con il ministro dell’Economia Giorgetti, in vista del Consiglio dei ministri di domattina dove è atteso un nuovo dl carburanti con la proroga del taglio delle accise. L’obiettivo, viene spiegato, è quello di ampliare la platea (il provvedimento potrebbe essere accompagnato da misure per il gasolio agricolo). Infine, la telefonata col premier britannico Keir Starmer per discutere della guerra in Iran e del tema legato allo Stretto di Hormuz. Dossier affrontato poi anche col ministro degli Esteri Antonio Tajani, il titolare della Difesa Guido Crosetto, e i vertici dell’intelligence.Questo articolo Meloni al lavoro su ‘fase 2’, da accise carburanti a Dfp proviene da LaPresse