Pirateria, De Siervo all’attacco: «Chiesti 1000 euro a oltre 2mila utenti illegali»

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Mer, 14 Gen 2026L’AD del massimo campionato italiano ha aggiunto: «Si chiede solo di impedire che determinate infrastrutture tecniche siano utilizzate per consentire attività illegali».DiRedazioneCondividi l'articoloLuigi De Siervo (Foto: Lega Serie A)La lotta alla pirateria portata avanti dalla Lega Calcio Serie A continua in maniera serrata. L’attività di contrasto ha portato la massima lega calcistica italiana a scontrarsi contro uno dei colossi del web come Cloudflare, con quest’ultimo che è stato multata dall’Agcom per 14 milioni di euro per non aver ottemperato a un ordine dell’Autorità volto a contrastare la diffusione di contenuti pirata online.Decisione che ha generato un duro botta e risposta fra l’azienda USA e la stessa Lega partendo dal lungo post su X del CEO di Cloudflare Matthew Prince che ha anche minacciato possibili stop agli investimenti e ai servizi resi disponibili sul mercato italiano, specialmente in occasione delle Olimpiadi invernali di Milano-Cortina 2026. Pronta la risposta dell’amministratore delegato del massimo campionato italiano Luigi De Siervo, che ha parlato ai microfoni de Il Sole 24 Ore.«Ho visto solo molta aggressività e un senso di superiorità rispetto a un sistema di regole europee. Nessuna azienda può pensare di essere al di sopra delle leggi – ha commentato De Siervo –. Quando si parla di infrastrutture digitali si tende a confondere il ruolo neutrale della tecnologia con l’uso che se ne fa. Qui non si chiede a nessuno di censurare contenuti, ma semplicemente di impedire che determinate infrastrutture tecniche siano utilizzate per consentire o facilitare attività illegali. Evocare ritorsioni o vendette non aiuta il confronto, anzi dà la misura di un approccio arrogante».Sulla situazione globale: «La pirateria online è un’industria che vale miliardi di dollari. Contrastarla non ha nulla a che vedere con la libertà di parola o con questioni geopolitiche: riguarda solo profitti enormi costruiti sull’illegalità. Come prova la piena collaborazione di molti altri fornitori di infrastrutture, bloccare i flussi illegali in modo rapido e mirato è possibile. Serve però collaborazione». Ed è proprio per questo che la Serie A continua a investire risorse per combattere la pirateria difendendo il 38% dei ricavi del calcio italiano, come riportato dal report FIGC, che derivano dai diritti televisivi e radiofonici.«Stiamo inviando oltre duemila lettere in cui chiediamo mille euro a chi è stato identificato dalla Guardia di Finanza come utilizzatore di piattaforme illegali – ha continuato De Siervo –. Lo riteniamo un passaggio necessario per far capire che non esistono più zone grigie. C’è ancora l’illusione di essere invisibili, ma ogni violazione digitale lascia tracce precise e indelebili. Ma invece anche a distanza di anni, quelle tracce possono essere ricostruite e portare a una sanzione. Ogni volta che si compie una transazione illegale online si consegnano i propri dati a circuiti opachi, che possono usarli o rivenderli».«I numeri ci dicono che la tendenza si è invertita. Questa stagione gli abbonati di DAZN stanno crescendo a doppia cifra e l’audience della Serie A è aumentata tra il 15% e il 20%. La stessa pirateria ci dimostra che il nostro è un prodotto di valore, se non si punterebbe all’illegalità per un prodotto che non vale il rischio. Quando si rende difficile l’illegalità, una parte consistente degli utenti torna nei canali regolari», ha concluso l’amministratore delegato della Lega Calcio Serie A.Developed by 3x1010