Il lancio della Barbie autistica non è passato inosservato in Italia. Per Assoutenti e Anffas (Associazione Nazionale di Famiglie e Persone con disabilità intellettive e disturbi del neurosviluppo) la bambola, ideata per combattere lo stigma e favorire l’inclusione, “rischia di ridurre una condizione complessa e delicata” come l’autismo “a un simbolo commerciale, con effetti potenzialmente dannosi sul piano educativo, sociale e relazionale”. Per questo le due organizzazioni chiedono a Mattel di ritirare la bambola dal mercato. In caso contrario, l’associazione dei consumatori si attiverà per lanciare un boicottaggio nazionale della Barbie autistica, invitando i consumatori a non acquistare il prodotto.Le critiche di Assoutenti alla Barbie autisticaPur riconoscendo l’importanza del tema dell’inclusione e della sensibilizzazione rispetto alle persone con disabilità e allo spettro autistico, “riteniamo – scrive Assoutenti – che questo prodotto non raggiunga affatto l’obiettivo dichiarato della facilitazione e dell’inclusione ma rischi, al contrario, di creare ulteriore divario nel rapporto con le persone con disabilità”. “La rappresentazione proposta, attraverso accessori e caratterizzazioni stereotipate, non contribuisce a una reale comprensione della complessità dello spettro autistico, né favorisce un’autentica cultura dell’inclusione” per Assoutenti. Al contrario, “rischia di ridurre una condizione complessa e delicata a un simbolo commerciale, con effetti potenzialmente dannosi sul piano educativo, sociale e relazionale”.“Una vera iniziativa inclusiva avrebbe dovuto seguire una strada completamente diversa. Non una bambola con stereotipi riferiti allo spettro autistico, ma piuttosto una bambola normodotata accompagnata da progetti concreti di inclusione lavorativa, di coinvolgimento nella produzione di lavoratori con disabilità o con spettro autistico, o di sostegno reale alle famiglie e ai servizi dedicati”, afferma il presidente di Assoutenti Gabriele Melluso. “Questo sì avrebbe dato credibilità, valore sociale e reale impatto positivo all’iniziativa. L’inclusione non è un giocattolo e la disabilità non è una strategia di marketing: rappresentare senza comprendere significa creare distanza, non abbattere barriere”.L’iniziativa con le associazioniNon solo: Assoutenti avvierà un confronto diretto con le associazioni maggiormente rappresentative delle persone con disabilità, a partire da Anffas, per una posizione comune e responsabile a tutela delle persone nello spettro autistico e delle loro famiglie. Dal canto suo Anffas boccia senz appello l’ultima arrivata nella famiglia delle Barbie inclusive, auspicando che Mattel “prenda atto dell’inadeguatezza di questa iniziativa commerciale e decida di non darvi seguito”. “Come associazione rappresentativa delle persone nello spettro autistico e delle loro famiglie, esprimiamo profondo rammarico per la superficialità con cui non sono state valutate le implicazioni di una simile operazione. La promozione della conoscenza dei disturbi dello spettro autistico può e deve avvenire attraverso iniziative realmente inclusive”, conclude il presidente Anfass Roberto Speziale.Questo articolo La Barbie autistica “è offensiva”: Assoutenti e Anffas contro Mattel proviene da LaPresse