Per le grandi potenze e per quelle circostanti, una monarchia docile o una teocrazia odiata sono preferibili, in Iran, alla nascita di una democrazia, le cui azioni non possono essere previste. Intanto, mentre continuano le manifestazioni, Reza Pahlavi, erede del deposto scià, invoca interventi esterni e molti iraniani auspicano un cambiamento interno, l’unico che può preservare vite umane, coesione sociale e capacità di ricostruzione.L'articolo Un Iran libero non conviene a nessun potente proviene da VOLERE LA LUNA.